giovedì, 29 dicembre 2005

Ora et labora

Caro Guido, il monastero mi piace. Un po' ikea, è vero. Ma non mi pare si riduca alla linearità economica delle forme. Un po' moma, ma non mi pare si riduca a spazi ricavati per sottrazione per favorire indifferenziati cambi d'esposizione.

Qui c'è il Gloria da intonare e bisogna dare conto della sovrabbondanza di grazia, dello spreco che comportò l'unico e definitivo Sacrificio.

C'è il lavoro dei monaci. E' quindi un luogo che viene scalfito. Quotidianamente, da quelle linee rigorose qualcosa eccede. Perchè quei monaci producono bellezza. Ed è una bellezza che non si accontenta di affermare la propria presenza (o meno); e allo stesso tempo che non ha la presunzione di essere quella che salva. Ma segno e promessa di qualcuno che salva.

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Commenti
#1   29 Dicembre 2005 - 23:31
 
Cari amici, penso che sull'architettura religiosa prima o poi il discorso andrà aperto anche in Italia. A prima vista mi pare che il monastero di Nový Dvůr sia proprio nella linea iconoclasta di Bose, che pure non dovrebbe essere nelle vostre corde...
Vi allego una lista di link interessanti, c'è anche una rivista in pdf.
Buon anno a tutti e ancora complimenti per il vostro interessante Blog.
Stefano Borselli
http://www.sacredarchitecture.org
http://www.sacredarchitecture.org/pubs/saj/pdf/saj7.pdf
http://www.classicist.org
http://www.intbau.org
http://architecture.nd.edu
http://www.traditionalbuilding.com
http://www.ccurrie.me.uk/vag

utente anonimo

#2   30 Dicembre 2005 - 17:27
 
Il rischio c'è e sono d'accordo sull'urgenza della riflessione. Ne ho approfittato qui sopra per dare un breve spunto natalizio sul tema.
Grazie per gli interessantissimi link e ancora auguri,
Luigi
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