Caro Guido,
Stefano Borselli, nei commenti, ci fa gli auguri e mette una serie di link interessanti sull'architettura. Devo dire che mentre scrivevo il post qui sotto pensavo proprio a quanto avevo letto su Il Covile sulle grazie in tipografia: non sono accessori, ma in un certo senso permettono una maggiore efficacia, "misurabile" in leggibilità.
Per quello auspico che la sobrietà, il decoro (in entrambi i suoi sensi) non siano determinati dalla linea più breve perché più economica o dallo spazio più vuoto perché più versatile e indifferente al contenuto, ma piuttosto che la sobrietà (fosse anche quella data dalla linea più breve) sia determinata dall'essere soglia al lavoro dei monaci e quindi alla scalfitura della Grazia.
Altrimenti, certo, abbiamo quella tendenza iconoclasta che è in primo luogo il render vana l'incarnazione, e con questa la realtà efficace dei sacramenti.
L'immagine nella misura in cui rende testimonianza che la vita si è fatta visibile (1Giov. 1,2) e rende possibile l'annuncio e l'incontro ha una forte analogia con i sacramenti. L'analogia si fonda proprio sulla loro presenza, forza, efficacia.
Aggiungo, che è importante, che la testimonianza deve essere gioiosa: Queste cose vi scriviamo perché la nostra gioia sia perfetta (1 Giov. 1,4). Altrimenti tanto vale rastrellare il giardinetto zen.
Post natalizio per augurare buon anno a te e a tutti gli amici.
Luigi