Luigi,
concordo con le tue belle osservazioni sul monastero trappista (non semplicemente “cistercense”, come giustamente mi fa notare Bernardo di Chiaravalle, che di queste cose, visto il nome, s'intende assai).
Rilancio quindi con i certosini.
E’ nei cinema tedeschi in questi giorni l’ultimo lavoro di Philip Groening, “Die Grosse Stille”, “Il Grande Silenzio”, presentato all’ultimo festival di Venezia nella sezione “Orizzonti”. E’ ambientato nella Grande Chartreuse di Grenoble. Di che si tratta?
“Quindici monaci che vivono in clausura senza mai parlare: l'unico suono è la campana che ogni due ore li chiama alla preghiera, l'unica voce è l'unisono del canto gregoriano. Intorno i dirupi, i boschi, l'orto. In questo romitaggio da mille anni sempre uguale è entrato – con la sua telecamera – il regista tedesco Philip Groening. L'aveva chiesto nel 1984, gli hanno risposto nel 2002 con un biglietto: ‘Sì, ora siamo pronti’. Per sei mesi ha vissuto come un monaco, si è alzato la notte ogni tre ore per la preghiera, ha spaccato la legna, sarchiato la terra, pulito verdure, pregato, filmato. Aveva 120 ore di materiale, dopo il montaggio ne sono rimaste quasi tre: un tempo lunghissimo, per un film. Soprattutto se non c'è azione né parola”.
Pare stia avendo un inatteso successo al botteghino. Anche qui, il sito è tutto da visitare. E il film da vedere.
GdC PS= Buon anno, ovviamente.