Chissà quando Boselli capirà di aver fatto la cazzata. Aveva quattro secondi al tg. Adesso manco quelli perché li deve dividere con una serie di prime donne: la Bonino (che anche quando si ritira a fare lo stilita in Egitto lo fa in diretta telefonica con Bordin), Pannella (con i suoi interventi lampo di due ore di cui inizia a scusarsi per il tempo che ruba dopo il primo quarto d'ora), Capezzone (con la sua media di sette-otto comunicati stampa al giorno).
Boselli ha pure accettato il simbolo della Rosa nel Pugno: lui pensava di fare il Mitterand, perché così gliela hanno venduta, ma in pratica è come se si fosse messo in fila nella Lista Pannella.
Boselli e Intini si vedranno fagocitati nella broda pannelliana e faranno la fine che hanno fatto la stragrande maggioranza dei dirigenti del Partito Radicale: se vogliono contare qualcosa dovranno andare altrove.
I radicali non sono strutturati in sezioni: sarebbe un'ingessatura per un'organizzazione market oriented, "servono solo a litigare" dice Pannella, e del resto è tutto più efficiente se uno decide e gli altri eseguono. I socialisti, invece, sono strutturati in sezioni da sempre. La classe dirigente socialista, radicata nel territorio, si è ritrovata con l'operazione già decisa e conclusa. Ma il socialista autentico non è uno reclutato da un call-center. Immagino l'incazzatura.
La immagino quando immagino un socialista che immagina che si ritroverà assieme a dei radicali lunatici abituati solo ad aspettare il segnale per mobilitarsi dietro parole d'ordine di campagne monotematiche. Immagino la classe dirigente socialista capace di governare comuni, province, regioni che si ritrova come punti prioritari del programma eutanasia e abolizione del concordato ("del Craxi"). Immagino l'incazzatura.
Vedremo, a febbraio c'è il congresso dello Sdi. Per adesso c'è l'appello degli intellettuali "che la rosa nel pugno non si spenga sul nascere". Io invece consiglierei di spegnere. Di spegnere la miccia, prima che scoppi!
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