Guido, lo Straniero ha pubblicato un gran bel pezzo di letteratura tratto dal Miguel Manara di Milosz.
Ricordo bene quando l'ho sentito per la prima volta. Estate dell'88, Rimini. Da allora mi è rimasto scolpito nella mente questo passaggio: "Ho servito Venere con rabbia, poi con malizia e disgusto. Oggi le torcerei il collo, sbadigliando".
Il fatto è questo: l'eros, se assoluto, è contraddittorio. E' la tentazione "dei mondi illuminati da una gioia più calda della nostra - scrive Milosz - delle terre inesplorate e bellissime, e lontane, lontanissime da questa in cui siamo". E' la tentazione dell'infinito attuale e degli infiniti mondi possibili. "È un desiderio di abbracciare le infinite possibilità"! L'eros, se assoluto, implode. Semplicemente non vive. E poiché, per quanto ci tentino, la contraddizione non si dà, la ricerca dell'eros assoluto produrrà necessariamente solo sbadigli più o meno arrabbiati, maliziosi o disgustati. C'è chi si trova bene. Nulla da eccepire, ma per iniziare non lo confonderei con l'amore.
Platone, nel Simposio, lo ricorda ancora meglio:"l'amore non è desiderio del bello... ma di procreare e dare alla luce nella bellezza" [206 e].
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