Caro Guido,
tutti concordano che l'aborto è una sofferenza, un dramma. Quasi tutti concordano che non è un diritto. Alcuni lo considerano il male minore.
Tutti sanno che con l'aborto si sopprime una vita umana. E' questo sapere che lo rende un dramma. Alleviare la sofferenza fisica di chi abortisce è possibile. Ma come alleviare la sofferenza non fisica?
In parte ci stanno provando, con la RU 486. Il claim era: sarà così facile che potrete abortire andando a sciare. Ma ci sono ancora dei problemi. Alla fine la donna si ritrova da sola, con un aborto lungo tre giorni, emorragie e l'espulsione del feto fatto in stato di coscienza. Il pericolo di morirci, per la madre, è 10 volte superiore. Per il feto non cambia. L'unico vero vantaggio è che costa meno.
Un giorno comunque ci sarà. Il mifepristone sarà denunciato come superato, come roba da barbari per le sofferenze e le complicanze che arrecava. Al suo posto ci sarà qualcosa d'altro e sarà come bere bicchiere d'acqua, senza complicanze né residui.
Ma non avremo alleviato ancora la sofferenza. Perché rimane quel sapere. L'unica è intaccarlo. Renderlo docile, innocuo. Come se non ci fosse mai stato. Nascondere. Abortire senza neanche sapere di abortire. Qualcosa che c'è non c'è. E se c'è, è niente. Fare come se niente fosse. Allora, non avremo eliminato la sofferenza (ineliminabile perché quel qualcosa comunque c'è) ma avremo alleviato la sofferenza.
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PS Nel frattempo, in Australia è andata come è andata.