venerdì, 24 marzo 2006

Smemorata e muta

Caro Guido,

Magister pubblica un articolo di Pietro de Marco sull'arte e sullo spazio sacro: è un confronto tra il duomo di Monreale e la chiesa "di Meier" a Tor Tre Teste. Stefano Borselli l'aveva già pubblicato nel suo numero speciale. Essendoci modifiche e aggiunte entrambi gli articoli sono da leggere. Sì perché ad esempio, su Il Covile c'è un riferimento all'importanza di non leggere l'iconografia solo come biblia pauperum ma piuttosto come presenza, discorso per me vitale, ma che non viene più citato esplicitamente sul secondo articolo.

De Marco analizza la svolta aniconica delle chiese contemporenee. Pensavo di chiedergli un'analisi dell'opera di Wallinger collocata in Duomo, e un'eventuale idea sul da farsi se giudicata inadeguata. Ora quest'articolo non è semplicemente e linearmente traslabile, ma di risposte iniziano ad esercene già parecchie. Con tanto di proposta eversiva

"Ogni chiesa siffatta tornerà ad essere spazio sacro se la “plebs sancta”, il popolo dei fedeli, prenderà il coraggio di rompere l’incanto perverso dell’interno bianco, vuoto, spiritualistico più che spirituale, reintroducendo eversivamente “brutte” statue del Sacro Cuore, una grotta di Lourdes, una grande immagine di padre Pio, una teca con un corpo di cera di un Santo, degli ex voto, le candele e una Via Crucis; insomma quello che c’è in ogni chiesa che non sia stata denudata dal purismo di parroco e parrocchiani, o di qualche ufficio di curia".

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Commenti
#1   24 Marzo 2006 - 20:23
 
Questo sì che sarebbe un terrorismo come il buon Dio comanda.
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#2   26 Marzo 2006 - 10:43
 
buona domenica
;)
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#3   27 Marzo 2006 - 16:51
 
Ho visitato l'opera al Duomo.
Molto, molto inquietante.
Mi piacerebbe sapere chi è questo Wallinger, e quale è la sua formazione.
E conoscere anche il nome del responsabile ecclesiastico di questoà capovolgimento esatto del significato dell'arte cristiana. Ma anche in Università Cattolica a Milano in questi giorni c'è una mostra inqualificabile, ispirata (a parole, solo a parole) al Vangelo di Giovanni.
Stessa ispirazione.

Marco
utente anonimo

#4   27 Marzo 2006 - 18:12
 
ciao marco, due tre post più sotto ci sono un po' di link utili. non sapevo della cattolica. mi informerò. anche il mio dubbio è proprio questo "a parole, solo a parole".
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ps. grazie chiaradomenica, anche a te (facciamo la prossima ormai).
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#5   28 Marzo 2006 - 16:02
 
Ascoltavo ier sera un architetto, per radio, descrivere la sua nuova chiesa. A parte certe chicche su cui farò poi un post, mi ha impressionato questo: "Sono intervenute ben 2000 persone per l'inaugurazione...evidentemente c'è bisogno di socialità."
Insomma, per l'architetto di sacro invece proprio bisogno non ce n'è.
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#6   03 Aprile 2006 - 14:05
 
per #3
a chiunque venga la legittima voglia di sapere cio' che non sa, do' solo un consiglio: studia, informati, verifica (e leggi meno i blogs che stanno alla cultura come 'il quesito della susy' della settimana enigmistica, almeno questo che sembra estratto da 'I diavoli' di Ken Russel)
utente anonimo

#7   03 Aprile 2006 - 18:03
 
caro anonimo, visto che hai studiato eccetera, puoi dire cosa non si è capito? altrimenti sono solo chiacchere, peggio perfino dei blog.
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