Caro Guido,
tempo fa mi ero soffermato sull'adorazione eucaristica presideduta Benedetto XVI e trasmessa in diretta da Piazza San Pietro. Mi aveva colpito l'incapacità della televisione di rappresentare il mistero con un linguaggio proprio. Il suo flusso tritatutto si era arrestato davanti all'ostensorio.
Il ragionamento finì (fortunosamente) da Sandro Magister che lo riprese, citandoci, sul proprio blog.
Magari pecco di presunzione, ma leggendo l'ultimo numero del Magazine del Corriere mi pare che quel ragionamento torni tra le parole di Vittorio Messori: «le celebrazioni papali sono diventate molto più sobrie. Mi dicono che i registi Rai a volte non sanno come cavarsela». In che senso? «Ratzinger ha reintrodotto l’adorazione eucaristica durante la messa: silenzio e preghiera davanti al Sacramento. Be’, è la cosa più antitelevisiva che ci sia: che fai in quei momenti, inquadri l’ostia?».
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