giovedì, 13 aprile 2006

Politiche

Ho votato Margherita. Se avessi dovuto guardare a quali forze i due schieramenti hanno imbarcato, avrei dovuto votare scheda bianca. Principalmente, non ho votato il centrodestra per l’andazzo con cui ha condotto la sua politica economica e estera. Non che sull’altro versante tutto risplenda: quando vedo una bandiera della pace o sento "che si sta alzando la canzona popolare" mi si affossa, diciamo così, il buonumore. Ho quindi ben presente i limiti di entrambi gli schieramenti e sono disposto a verificarli contenuto per contenuto. E nel caso a ricredermi.

Quello che invece non capisco sono i commenti qui sotto di due amici, Ruby e Stefano Borselli (che cita anche Piccolo Zaccheo e Bottone). Io non penso che sia immorale o che altro votare a destra. Quello che non condivido è porre il voto cattolico ineluttabilmente a destra. Perché solo questa sarebbe scelta di realismo, perché solo la destra rappresenterebbe il meno peggio.

Forse che la Lega, neocon e An di Fini garantiscono qualcosa sui principi non negoziabili? Devo votare a destra sperando che Letta stia sempre in forma? E se Letta lo mettono da parte e avanza un montpelerin come Martino?

Il punto è questo: il sistema è bipolare. Io penso che la cosa più sbagliata e più letale sia incardinare i cattolici a un polo. Ad esempio, l’atteggiamento avuto da fattisentire.net nei confronti della Binetti è stato misero, stupido e pericoloso. Perché invita a scivolare verso uno scenario di una contrapposizione frontale. Dove i cattolici dovrebbero stare tutti da una parte; dove basterebbe perdere per vedere sparire ogni sforzo e ogni conquista pro-life. Pretendere di legare la forza di contenuti irrinunciabili alla sola forza di un uomo è semplicemente folle e criminale.

Non sono rinunciatario. Anzi credo nella forza propositiva di quei contenuti non negoziabili. In questa occasione sono solo stato realista. E per quanto fragile, ho votato il kathecon.

Luigi Demiet

 

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Commenti
#1   13 Aprile 2006 - 02:44
 
Per i famosi principi non negoziabili io me ne frego della politica estera ed economica (negoziabilissime invece all'interno di uno schieramento politico che comprende anche voci dissonanti).
Lasciamo stare come è andata e le prospettive che comportano i risultati, andiamo a priori: lasciarci (voglio parlare anche per alcuni che non hanno un blog e che credo gradirebbero) in balia del negozio di roba che appartiene a tutti, e a pendere dalle labbra di un Mastella di un Rutelli, di un Prodi (!), pensando di rassicurarci sul loro ruolo di spaventalussurie, non pare credibile.
In altre contingenze non mi sarei mai permessa di discutere il voto di chicchessia, ma stavolta mi è venuto da sbottare.
Sinceramente non vedo le magnifiche sorti e progressive delle politiche estere ed economiche dell'Unione, non le vedo perché proprio non esistono; mi constano solo certe polpette masticate da tutta la combriccola e confezionate con veterostatalismo e pacifismo da moto intestino e filo-irakeno. Cortesemente, dite, vi prego: veniamo sempre notiziati intorno a cosa fa schifo in questo centro destra (ogni pulpito ne ha una), ma cosa vi piace di quel centro sinistra nessuno l'ha ancora capito. Io sono tutta orecchi.
Tutto sta nello stabilire cosa viene "prima di": per i principi di cui sopra io sono disposta a pignorarmi la pensione (a proposito di politiche economiche, dimenticato le finanziarie precedenti?), senza nemmeno trattare.
Sostengo che quando ciò che piace si baratta con beni inalienabili, si comette un arbitrio.
Ma posso sbagliare.
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#2   13 Aprile 2006 - 04:51
 
Naturalmente non sono d'accordo. Proprio per niente. Per me i cattolici che hanno consegnato l'Italia al Mortazza dossettiano e al suo cartellone elettorale di schifezze stataliste, assistenzialiste, comuniste, socialiste, paternaliste, sono da biasimare senza sconti. Io stesso ho teorizzato e continuerò a propugnare quella che ho definito la "politica del cordone sanitario" nei confronti dei cattocomunisti e dei cristiano-sociali. Ho dichiarato di non voler più avere a che fare col Comitato Scienza&Vita finché ci sarà la Binetti e loro mi hanno risposto che la Binetti è stata cortesemente invitata a pensare ad altro. Un'ottima cosa. Questi specchietti per le allodole cattoliche al soldo di Rutelli devono essere culturalmente delegittimati, così come i vecchi boiardi della sinistra democristiana. Bisogna stanarli e inchiodarli al loro ruolo di quinte colonne compiacenti e di utili idioti. Siamo davvero stanchi di cattocomunisti e di "cattolici adulti". Credo sia davvero giunto il momento di creare un'egemonia culturale liberalconservatrice all'interno della Chiesa che punti all'isolamento di queste "sacche" socialistoidi. Tocca a noi ora mostrare la piena compatibilità fra cristianesimo, pensiero liberale e liberismo economico, attingendo a una ricca tradizione culturale che parte addirittura dalla tarda Scolastica e, passando per uomini come Tomàs de Mercado, giunge fino a Novak, per contribuire a un rinnovamento del “pensiero sociale” della Chiesa che superi definitivamente le tentazioni paternalistiche dell’elemosina di Stato, che rinneghi il vecchio egualitarismo e l’obsoleta equità dirigistica in favore di una società delle opportunità e delle libertà, che enfatizzi la solidarietà come scelta individuale e non disdegni di incoraggiare quella che capta investimenti e genera profitto.
Detto questo, mi pare evidente che che l'80% del cartellone di centrosinistra (mi rifiuto di parlare di "coalizione" perché le coalizioni sono cose...
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#3   13 Aprile 2006 - 04:53
 
(segue):

...perché le coalizioni sono cose serie) è su posizioni antitetiche a quelle dell'insegnamento della Chiesa. L'ignobile Castagnetti dichiarava qualche giorno che fa che i valori non negoziabili di Benedetto XVI vanno poi discussi in sede di dibattito politico. Ecco la logica ossimorica di questi schizofrenici: negoziamo i valori non negoziabili. Più che naturale per chi ha certi compagni di merende.
Infine: in materia di politica economica il governo di centrodestra avrebbe dovuto scegliere la via della grande riforma liberista e purtroppo non ha avuto il coraggio di farlo mentre per quanto riguarda quella estera direi che è andata più che bene, con una chiara scelta di campo per gli Stati Uniti e la Gran Bretagna, le grandi democrazie anglosassoni. O avremmo dovuto seguire quei fresconi dei francesi con la loro sfiatata grandeur? Suvvia, siamo seri.

Bernardo
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#4   13 Aprile 2006 - 09:45
 
Caro Demiet,
ovviamente nessuno può sapere, alla fine, se nel corso provvidenziali degli eventi sia stato meglio che tanti bravi cattolici abbiano votato Margherita, che poi farà il kathecon (speriamo, preghiamo, che lo faccia e lo faccia bene).

Ma gli argomenti razionali devono essere razionali.

1) Tu dici, ed è argomento forte del tuo dire:
"Forse che la Lega, neocon e An di Fini garantiscono qualcosa sui principi non negoziabili?".
Ora o questa affermazione non può essere valutata, ed allora niente è valutabile e quindi è inutile parlare, oppure puo essere valutata. Proviamoci.
Siamo nel campo della probabilità (probabiliorismo), non della cogenza logica, quindi si tratta di vedere, dal comportamento pregresso, poniamo gli ultimi cinque anni, di Lega, (neocon è termine genrico), AN, FI, come queste forze si siano comportate nei confronti dei "principi non negoziabili". C'è chi lo ha fatto. Se leggi Fattisentire hai avuto anche tu a disposizione l'elaborato scietifico sui voti al parlamento dei partiti sui grandi temi, ed hai potuto controllare che Margherita veniva DOPO tutte le forze cdl. Quindi possiamo dire che, allo stato, è molto più probabile che Lega o AN ci "garantiscano qualcosa" che la Margherita. Questo è quanto ci dice la razionalità.

2) L'appello, che ho definito "demenziale" di Cardini a favore dell'Unione, che qualcuno ha diffuso acriticamente, non mi sembra invitasse a votare specificamente Margherita.

Ma ormai la frittata e fatta ed è inutile recriminare. Piuttosto io penso che vadano affrontate le ragioni dell'odio dei Cardini, o delle difficoltà dei Blondet (che pure ha ben scelto) nei confronti di Berlusconi: si tratta, a mio modestissimo parere, dei residui socialisti (comunisti o fascisti, che è la stessa cosa) nel pensiero cattolico, residui fanfaniani, lapiriani ecc. Perché non cominciare a parlarne esplicitamente.

un fraterno...
utente anonimo

#5   13 Aprile 2006 - 11:42
 
Buongiorno. Mi è piaciuto il post soprattutto dove sostiene la critica all'apparente "impossibilità" per un cattolico di sostenere lo schieramento di centrosinistra. Ritengo che vada fatto tutto il possibile per rafforzare visibilmente l'unità ecclesiale, che è un valore teologico, superando nella carità le asprezze che nascono dalle differenze di opinioni e di scelte politiche. Buona Pasqua.
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#6   13 Aprile 2006 - 13:27
 
vi consiglio di leggere (se lo si trova) una conversazione con P.Ostellino sulla prima pagina (con coda in 3°) del Riformista di martedì scorso.

Banalizzandone i contenuti (molto ampi, che andavano dalla "critica alla critica preconcetta nei confronti di Berlusconi", alla mancata modernizzazione del paese che questo avrebbe potuto e non ha saputo operare), ve ne riporto uno stralcio:

"Da uomo paradossale qual si professa, un anarco-liberale, Ostellino, sul Corriere della sera, nella rubrica "Il dubbio" aveva annunciato il suo voto a Ratzinger, un voto platonico: «Non vado a votare da anni», dice, «l'ultimo voto fu ai Radicali. Sono un liberale laico e non credente però idealmente ho dato il mio voto a Papa Benedetto XVI perché mi ha convinto molto la sua enciclica Deus caritas est. L'amore, per Ratzinger, è un moto dell'animo, non un sentimento che può essere provocato da una coercizione statale. Ratzinger così è molto più vicino ad Adam Smith, che parlava di compassione nella sua Teoria dei sentimenti morali. Non mi piace la solidarietà imposta per legge»."

Isoppo in pausa quaresimale
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#7   13 Aprile 2006 - 13:31
 
caro Luigi,
sottoscrivo questo tuo post, soprattutto per quel che concerne le difficoltà di un cattolico di fronte ai due schieramenti.
piccolozaccheo potrebbe raccontare di una nostra telefonata due giorni prima del voto: i nostri dubbi di credenti.
Quel che mi chiedo è: ita, famiglia, educazioni, valori irrinunciabili per un cattolico...ma esistono solo questi?
i poveri che incontro nel mio lavoro rimangono sempre invisibili

per Stefano Borselli: che cosa è un "residuo lapiriano"?
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#8   13 Aprile 2006 - 14:03
 
Rispondo a #7 (etty?)

vedi, a Firenze di "residui lapiriani" siamo purtroppo pieni. Il più grosso è sicuramente Mario Primicerio, che grazie alla rendita che gli deriva da tale connotazione è stato immeritatamente anche Sindaco di Firenze, uno dei peggiori. Mario Primicerio, presidente della fondazione "La Pira" ai referendum si è schierato, naturalmente, per il sì.
Ma la maggioranza dei "residui" è proprio in DS, dentro o collaterale, dove, soprattutto i figli dei lapiriani, si mostrano anche particolarmente avidi.
Per fortuna una piccola minoranza non ha tralignato, a parziale consolazione del Professore e di Fioretta Mazzei.
Ma per quanto riguarda politica ed economia, diciamolo, La Pira non ne ha azzeccata una.

SB
utente anonimo

#9   13 Aprile 2006 - 15:20
 
"Quel che mi chiedo è: [v]ita, famiglia, educazioni, valori irrinunciabili per un cattolico...ma esistono solo questi?"

Se esiste un elenco diverso, vorrei conoscerlo.
Capitolo "poveri": io vorrei sapere dove, come e quando la sinistra se ne occupa.
Ho sempre toccato con mano che è solo tutto uno strombazzar di fanfaluche e populismo e niente di fattivo.
Ve lo dice un'emiliana che se ne intende parecchio della trascuratezza delle sinistre: è tutto dibattito e nulla più.
Certo, di sicuro l'ardua missione di sfamare il povero viene sempre compromessa dalle destre politiche, se non osteggiata, eh!
I poveri...
Quale maggior povero è l'individuo strattonato dalle ideologie?
Altro capitolo: il mito del centro destra arraffone e dei padroni... e
bravo chi è riuscito a indottrinarvi ben benino. Talmente dei padroni che confindustria ha votato il csn, e scommetto che etty (p.es.) non sa spiegarmi il perché. Ma il perché c'è eccome.
Avete sottoscritto un manifesto politico e culturale rozzo, paradossale, sgrammaticato, superficiale e grottesco. E sebbene questa cultura ci domini da tempo immemore non riuscite a farne a meno, perché vi usa i poveri sulla testa come corpo contundente.
Gli artifici retorici peolsi dello sciacallo non dovrebbero sfuggire a certe persone, ma tant'è.
Persino la televisione vi ha convinto che la tetta e la carrambata siano di destra: niente di più sbagliato, c'è un nome illustre per esempio per la regia di tutta l'epopea costanzica e mariadefilippica: Pietrangeli (Rif. Com.) autore di "Contessa" (un bla bla con le officine, n'altra canzona poppolare, insomma), regista di "Porci con le ali". E potrei farne a dozzine di nomi come questi, così, pour parler.
Ma tanto non servirebbe, ché ogni scarrafone è bello a mamma soia.
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#10   13 Aprile 2006 - 16:15
 
I miei dubbi, prima che politici, riguardano l’emergenza culturale che sta a monte (e che riguarda i cattolici non meno degli italiani): si tratta di qualcosa ch’è stato profondamente e criminalmente avvilito, in questi ultimi decenni, e cioè il senso del vero, quella tensione verso il vero (e dunque verso il bene e verso la bellezza), ch’è precisamente una “capacità”, ciò che si potrebbe definire come “cultura”. L’umanesimo naturaliter cristiano. Su questo piano ritengo si debba e si possa intervenire. Ho amici aclisti e dossettiani e lapiriani (ma quanto distanti, in verità, dallo slancio e dall’intelligenza di La Pira) che hanno guardato al mio voto per il centrodestra con orrore, perfino con derisione: quindi capisco l’astio di Bernardo. Concordo anche con Stefano Borselli (e informo Ruby che pur da friulano orgogliosamente provinciale vivo e lavoro a stretto contatto con gli ambienti dell’infernale “Officina bolognese”). Ma non credo che la risposta più adeguata sia la criminalizzazione di una parte politica, o meglio, dei cattolici che l’hanno forse ingenuamente appoggiata: occorre guardare a quel che c’è di comune ai due schieramenti, e contrastarlo. Non penso che la Chiesa possa permettersi il lusso di appoggiare una forma politica piuttosto di un’altra, in questo momento storico. Sacrosanto il forte richiamo ai principi: su vita, famiglia, lavoro, immigrazione. Giusto asserire che questi, nel loro ordine gerarchico, siano maggiormente difendibili dal centrodestra. Ma ancorare l’azione dei cattolici a una prospettiva meramente politica non gioverà a nessuno, realmente. Un esempio: l’altro giorno ascoltavo un’anziana signora, donna di messa quotidiana, che diceva che “questa volta” avrebbe votato a sinistra, “perché l’aborto in fondo è una questione di coscienza: non possiamo proibirlo a chi la pensa diversamente da noi”. Eloquente, no? Inoltre, mi permetto di diffidare dell’idea che i cattolici...
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#11   13 Aprile 2006 - 16:16
 
…che i cattolici debbano per forza salire sul barcone dei liberali: viene il sospetto che anche qui potremmo funzionare da “utili idioti”. Ad esempio nell’assunzione pacifica dello slogan “più società meno Stato”, come indicato da Luigi Copertino in un bel saggio apparso su “Alfa e Omega” (n. 5/2005): “senza le debite precisazioni storiche e dottrinali, significa cadere nell’errore di considerare quello hobbesiano-roussoiano lo Stato per eccellenza”, rinnegando implicitamente tutta la migliore tradizione del pensiero classico-cristiano (Agostino, Tommaso, Vitoria, Soto, Bellarmino, de Tejada, etc.), buttando a mare la dottrina sociale della Chiesa, col pretesto dell’inapplicabilità, e accettando il primato dell’economia e della “società civile” sull’idea di Comunità politica. Propongo infine, in gran velocità, uno schema per capire quel che sta accadendo, in termini storico-religiosi: c’è un tentativo di protestantizzazione e di annientamento della cultura italiana (Cristo e Roma), arginato prima dalla “Controriforma”, poi (in maniera fallace) dal Fascismo (il Concordato). Tappe: Risorgimento liberale e anti-romano, correnti moderniste, mitizzazione della Resistenza, “Antifascismo”, “adeguamento all’Europa”. Interviene timidamente un ostacolo politico: il Berlu. Ostacolo rimosso. Perdonate la confusione e la fretta dell’intervento (mi ero ripromesso silenzio, in questi giorni di preparazione al Triduo). Faccio a tutti i miei più cari auguri di una buona Pasqua.
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#12   13 Aprile 2006 - 16:21
 
Carissima rubytuesday
"Ve lo dice un'emiliana". Ora capisco!
Chi vive nelle felici terre lontane dal socialismo appenninico forse non ci potrà mai capire completamente.
Il socialismo reale bisogna provarlo.
sb
utente anonimo

#13   13 Aprile 2006 - 18:37
 
Caro Stefano, certo non posso che sperare e pregare e caso mai votare diversamente la prossima volta.

Per quanto riguarda l'analisi di fatti sentire non mi convince per nulla.
Non hanno votato così per cultura ma perché in attesa del proprio turno di riscuotere. Il resto per loro sono porcate che si possono anche fare.
Sentirli che parlano di radici cristiane è perfino offensivo.
Hanno una cultura che non spaventa meno dei comunisti. Quello che gira attorno a forza italia è inquietante: dai teocon passando dai montpelerin al il domenicale.

Inoltre non li ho votati per le scelte di carattere economiche, per le riforme raffazzonate, per la guerra in Iraq (e non sono pacifista).

A sinistra c'è del marcio. Certo. Ho votato per quella parte che mi può garantire nel csx contenuti che ritengo non negoziabili. Non negoziabili come la politica può renderli non negoziabili. C'è anche chi la pensa diversamente, può essere anche un problema ma è la realtà.

Far finta che con Berlusconi le cose siano garantite è imprudente. E imprudente è pretendere che tutto il mondo cattolico con i suoi contenuti non negoziabili sia dipendente da lui. Che se fa la cazzata si porta dietro tutto, permettendo allo zapatero più stupido di fare man bassa.
luigi
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#14   13 Aprile 2006 - 19:40
 
Zaccheo, chi crede di leggere il vangelo alla luce liberista, da me si piglia un calcio nel sedere così come lo ha preso chi lo ha letto in salsa marxista.
Bernardo, per esempio, ha fatto un ottimo discorso sul suo blog (più diffusamente in post meno recenti), e non posso che concordare sul fatto che la statalizzazione dell'economia si è sempre dimostrata o un abisso di fame o di meschinità.
E il cattolico che spera di farmi trangugiare la solidarietà sociale di Stato con la sua scelta politica, mi deve rendere conto del perché sia in grado, per contro, di accettare la famiglia frocia.
Questo mercato dei principi mi fa venire i brividi.
Intendo dire, da un lato la necessità del cattolico di propugnare una solidarietà, un'equità di stato, dall'altra il laissez faire... e per cosa? in nome della pagnotta assicurata? e per chi?
Manco per idea.
Ci sono cose che richiedono o la conversione del cuore, la propensione della coscienza, o nulla, i partiti non c'entrano niente: il moto solidale deve avere altre spinte che la politica o i suoi rappresentanti e, sinceramente, di questi argomenti non credo abbia il minimo senso scambiare punti di vista con un Bertinotti.
Tanto per farvi notare la coerenza di certe "solidarietà", vi ricordate di Prodi al parlamento europeo che mandò soldi a scatoloni per la sterilizzazione di massa delle gestanti cinesi impenitenti?
Tutti a dire, poverini, certo sono tanti e hanno fame... brrr
Non occorre essere dei geni per capire una politica che intende arginare l'esplosione demografica cinese dai risvolti economici inquietanti... ma se è così che l'europa socialista assiste i poveri, beh, buonanotte signori...
Preferisco stare ad ascoltare un liberista e vedere cosa tira fuori, dunque, piuttosto che un cattosociale.

Ciao Stefano, non mi dire, anche tu di queste parti?
Se Luigi volesse traslocare nella famosa terra della cuccagna, gli cedo...
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#15   13 Aprile 2006 - 21:07
 
C'è nel mondo cattolico italiano un pregiudizio antiliberista davvero preoccupante. Siamo fermi all'analisi - palesemente insufficiente - di Max Weber sul rapporto tra etica protestante e spirito capitalista. Paradossalmente ci sentiamo più vicini a Balbo, Saraceno e Fanfani che non a Einaudi. E lo trovo gravissimo. Per non dire dello scarso approfondimento riconosciuto alle riflessioni in materia di libertà, individuo, commercio, proprietà e profitto di classici del pensiero cristiano come Ugo di San Vittore e Bernardino da Siena (un francescano, riformato per giunta, di quelli che si è soliti associare malamente a un pauperismo presocialista). L'enciclica DEUS CARITAS EST ha spunti che possono richiamare il pensiero di Adam Smith e di Tocqueville, ma appena si prova a ragionarne ecco che subito monta l'ostilità dei sostenitori della carità di Stato, del Cristo fricchettone e zapatista. Incredibile.
C'è un malinteso orgoglio cattolico controriformista che mantiene la Chiesa su posizioni inclini al socialismo e al solidarismo generico, impedendole un dialogo aperto e proficuo col mondo contemporaneo (che è, invece, proprio il progetto culturale di Ratzinger, non a caso un Papa tedesco).
Piccolo Zaccheo parla di protestantizzazione e in parte ha ragione: non a caso lo stato sabaudo e massone fu ben visto da protestanti e valdesi. Io però la vedo in termini più un po' diversi. Occorre fare attenzione, infatti, anche all'orgoglio controriformista di cui parlavo: si rischia di buttare via il bambino coi panni sporchi. Il timore della protestantizzazione è ormai degenerato in un ripiegamento passatista, in una propensione "tradizionale" al socialismo, che di fatto impedisce ancora al cattolicesimo di esercitare una benefica e auspicabile influenza sulla cultura contemporanea dell'occidente. In altre parole: invece di arroccarci nel tradizionalismo, rispondiamo attivamente in vista di una sintesi virtuosa della quale il...
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#16   13 Aprile 2006 - 21:08
 
(segue):

...cattolicesimo possa essere l'epicentro decisivo.

Bernardo
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#17   13 Aprile 2006 - 21:32
 
Caro Luigi,
mi spiace, ma sembra che la conversazione si stia bloccando e, sono abituato alla sincerità, mi sembra che ti stia come difendendo.

Ho letto, apprezzato e forse compreso il tuo ragionamento: vi trovo, tra gli altri, due punti che nel merito non condivido, ma che non sono affatto irrazionali:

1) Dissenti da fattisentire.net perché a tuo avviso è bene che i cattolici siano da entrambe le parti: non mettere tutte le uova nello stesso paniere. OK

2) Hai dato un forte peso, nella scelta del voto "alle scelte di carattere economiche, per le riforme raffazzonate, per la guerra in Iraq (e non sono pacifista)" OK

3) Ti inquieta "quello che gira attorno a forza italia è inquietante: dai teocon passando dai montpelerin al domenicale" OK ( inquieta meno me, ma può darsi che tu veda più chiaro)

Ma non puoi, sul punto primo che ho sollevato, arrampicarti sugli specchi e tirare fuori l'argomento del retropensiero: "Non hanno votato così per cultura ma perché in attesa del proprio turno di riscuotere". Quando Qualcuno ha detto che vanno giudicati "dai frutti" a mio modestissimo avviso lo faceva in nome della sanità mentale di tutti noi. Bastava dire che quell'argomento semplicemente lo ritiravi. Siamo in una conversazione, non stiamo scrivendo sul bronzo!

Il secondo punto non è, per me, per niente secondario: l'invito di Cardini, a votare genericamente l'Unione e non chiaramente la Margherita pur proclamandosi cattolico a tutti i venti l'ho definito "demenziale" e sostenerlo e diffonderlo mi sembra perlomeno irresponsabile. Se poi pensi che i cattolici antiberlusconiani abbiano votato tutti Rutelli ti sbagli di grosso: per quanto riguarda Firenze parlo con cognizione di causa.

Nel mio nativo Mugello, prima delle elezioni i candidati di UDC e Margherita (una minoranza, quindi, della M.) che avevano lottato insieme per il referendum si sono presentati insieme una...
utente anonimo

#18   13 Aprile 2006 - 21:34
 
i sono presentati insieme una sera. E' stato un bel segnale.

tuo
Stefano
utente anonimo

#19   13 Aprile 2006 - 21:42
 
anch'io sono stato oggetto dell'ira funesta fallacian style di un po' di amici e amiche bloggers. E questo non mi ha fatto perdere l'affetto nei loro confronti.

Ti sono vicino, ti saluto, ti regalo un clapclap per le cose di buon senso e saggezza che hai scritto (e nelle quali mi riconosco) e auguro a te e a tutti i viandanti del luogo una santa Pasqua in Cristo Risorto.
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#20   13 Aprile 2006 - 22:19
 
E invece io, siccome ho detto "cotiche", adesso vi disistimo in massa. Beato ci crede.
Holden, per favore....
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#21   13 Aprile 2006 - 23:18
 
caro Stefano, hai ragione che la mia discussione si sta bloccando, nel senso che avevo dovuto lasciare il commento a metà.

Sul retropensiero. Il computo fatto da fattisentire mi dà torto. Scusa se insisto, ma quei frutti hanno gusto dolce e avvelenato. Fini ha votato la legge 40 per poi cascare dal pero e dire che è disumana e andare a votare al referendum. La lega è una di quelle creature da laboratorio sfuggite di mano e peridicamente riacciuffate. Servili per progetti di balcanizzazione dell'Italia come suggerito dalla fondazione heineken, poi convertiti dal vescovo maggiolini, poi consacrati al dio po con ampolle e matrimoni celtici, poi piantatori di crocifissi in funzione antislamica. Nei confronti di quei contenuti non negoziabili non li percepisco (diciamo così) credibili.
Certo, le battaglie si possono combattere e vincere anche con i mercenari. Basta però sapere che tra la borsa e la vita scelgono la borsa.

Su Cardini. Io (non gdc) ho pubblicato un suo pezzo che mette in discussione le scelte dell'amministrazione americana. Non ho invece letto quello a cui tu ti riferisci. Mi hanno detto che è piuttosto "confuso", ma non so dire di più.

Poi tu hai posto una domanda che non deve andare perduta: quella sui residui cattocomunisti o cattofascisti contro il berlusconismo. Ecco, io per provenienza culturale e formazione penso di essere immune da questi residui. O perlomeno non ne subisco il fascino (certo non sono liberale liberista come Bernardo).
Non mi definirei mai un prode cattolico adulto. Può essere che mi sbagli, infatti ho detto che la mia scelta può risultare fragile, ma mi pare di aver visto nella margherita alcuni spunti, alcune reazioni, alcune persone che sono al di là dei dossettismi, dei adultismi, dei cattocomunismi.
A questo ho dato fiducia.
luigi demiet
utente anonimo

#22   14 Aprile 2006 - 11:06
 
Ottimo post Luigi, concordo con te.
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#23   14 Aprile 2006 - 13:05
 
Mi sento anche io in qualche modo chiamato in causa ma preferisco rimandare la discussione.
Intanto perché è Pasqua e abbiamo tutti cose più importanti da fare. (Io sono con i miei che non rivedo da Natale) E poi perché è bene lasciarsi alle spalle il clima elettorale, far passare qualche giorno e discutere con serenità.
Chiaramente mi trovo sulle posizioni di Demiet. Nelle poche cose che ho scritto sul mio blog prima delle elezioni, più che difendere il csx, per il quale non nutro particolare entusiasmo, ho voluto difendere la scelta di tanti cattolici impegnati (in particolare di Bobba e Binetti) di militare nel csx.
L'Italia è spaccata perfettamente in due e così anche la comunità ecclesiale. Ora, finite le elezioni, non si tratta più di difendere le proprie ragioni ma di capire quelle altrui. C'è bisogno di superare questa situazione di stallo.
A Stefano Borselli, a Bernardo, a Ruby chiedo: riuscite a vedere le ragioni dell'altra parte? Verosimilmente metà dei vostri fratelli nella fede, compresi vescovi e cardinali, ha preferito il csx. Magari essi sbagliano ma sapete elencarmi dei buoni motivi per cui un cattolico maturo nella fede e fedele al magistero possa preferire il csx al cdx? Se veramente vogliamo capirci, bisogna partire dal riconoscere quei motivi. Io proverò a farlo per quel che riguarda il cdx.

Ne riparliamo la settimana prossima.
Buona Pasqua a tutti.
Angelo Bottone

ps. leggete Cinel su Avvenire di oggi a proposito di Mastella e Radio Maria.
utente anonimo

#24   14 Aprile 2006 - 16:28
 
cotiche, s'il vous plait.
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#25   14 Aprile 2006 - 16:53
 
No, io non riesco a vedere le ragioni dell'altra parte. O meglio: le vedo ma mi sembrano inconsistenti.
In buona sostanza sono due: l'antiberlusconismo e l'antiliberismo. Il primo è un atteggiamento infantile e quindi non perdo tempo del tempo ad analizzarlo (votare pro o contro Berlusconi è una sciocchezza), il secondo rappresenta invece il volto vecchio, paternalistico e statalista, della Chiesa Cattolica. Questo secondo aspetto è grave, perché lascia emergere una lacuna culturale che nel cattolicesimo è ancora molto radicata. Tra l'altro, un approfondimento della dottrina che valorizzi le moltissime "sacche" di pensiero addirittura preliberale e preliberista presenti nella storia della Chiesa sarebbe un utile contributo al dialogo ecumenico col mondo protestante (e credo che Benedetto XVI l'abbia compreso benissimo).
La spaccatura che evidenzia Angelo Bottone è dunque tra i cattolici consapevoli dei robusti contenuti di libertà (individuale ed economica) propri del cristianesimo e coloro che timidamente tendono a rimestare intorno a una rassicurante dottrina sociale ridotta a quella specie di - sacrosanto, per carità - sussulto reattivo all'avanzata del socialismo che fu la Rerum Novarum.
Io ritengo che la mia parte - che ritengo portatrice del pensiero cattolico più avanzato e lucido (nonché più radicato nella tradizione) - debba agire per contribuire a schiodare la Chiesa latina da questa sua balbuzie socialista, che già numerose e tutte pessime prove di sé ha avuto modo di fornire negli ultimi decenni.

Bernardo
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#26   15 Aprile 2006 - 15:18
 
Per quel che mi riguarda, il mio "pregiudizio antiliberista" non deriva certamente dall'analisi (non "palesemente insufficiente", ma palesemente errata e assurda) di Max Weber sul rapporto tra etica protestante e spirito capitalista. Né da una sorta di "orgoglio controriformista" e passatista, o perché mi senta più vicino a Balbo, Saraceno e Fanfani che ad Einaudi. I miei dubbi li ho accennati brevemente nel commento. Diffido di certa "libido antistatualista", in nome di un concetto diverso di Comunità politica (e dunque di Stato): in linea con Tommaso, con la scolastica spagnola del XVI sec., con il Magistero degli ultimi due secoli. Questo non esclude un dialogo con il mondo contemporaneo. Se poi Bernardo, che di certo è molto più competente di me sull'argomento, dipinge tutto a grandi alternative, come se ad opporsi fossero Ratzinger e Adam Smith contro il socialismo balbuziente e il Cristo frichettone e zapatista, allora non ci sto. E sostengo che il liberal-liberismo potrebbe essere funzionale alla disgregazione delle nostre comunità e alle fratture sociali che sono sotto gli occhi di tutti, deriverebbe da un malinteso sull'idea di Stato, e condurrebbe in ultima analisi all'apoliticità. Dimenticando l'aequitas e la concordia: non il Regno di Dio sulla terra, ma la naturalità del vivere comune, con i suoi obiettivi primari. Ci scriverò sopra con più calma, appena posso. Non sparate sul pianista.
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#27   15 Aprile 2006 - 18:32
 
Credo di averlo spiegato altrove: la chiave di tutto è l'etica.
La possibilità di affiancare al tradizionale concetto di diritto naturale fondato sulla Fede un'idea di diritto naturale fondato sulla necessità logica del principio divino. Mostrare questa straordinaria tangenza tra Fede e logica, nella tradizione del migliore razionalismo. Mostrare la necessità anche per un laico di fare "come se Dio ci fosse". Benedetto XVI lo sta predicando con indefessa puntigliosità e, pur nella mia inadeguatezza, credo di aver dato un utile contributo al disegno col libro che sto scrivendo.
Il liberismo non esclude l'etica ma solo l'etica come sistema, inquadrata in un destino di eteronomia assoluta.
Ecco perché io dico: liberisti ma non ingiusti (anche se giusti non significa "un po' statalisti"), costruire il mercato e ricostruire l'etica sono due "missioni" parallele e irrinunciabili. Cattolici, Conservatori, Liberali.

Bernardo
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#28   15 Aprile 2006 - 19:25
 
Be', che dire? Se la mia assenza dalla blogosfera porta a dibattiti di questo livello, è meglio che me ne stia da parte per sempre!

Così si avvererà la mia profezia, sul prevalere mondiale del liberalismo cattolico, anche prima dei settanta/ottant'anni da me previsti. ;-)

Un augurio da fratello in Cristo a tutti.
Friedrich

P.S. Luigi, penso tu sia l'unico al mondo a trovare nella montpelerin e in Martino un motivo per votare csx! In uno dei miei frequenti colloqui notturni con Hayek e Adam Smith, farò in modo che provvedano farti toccare il senno dalla mano invisibile. :)
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#29   15 Aprile 2006 - 22:20
 
Buona Paqsua ad entrambi i Dioscuri di questo atipico e intelligente blog, ed ai loro cari.
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#30   19 Aprile 2006 - 11:35
 
Bravo Demiet!

Tra i cattolici autentici (nè adulti, nè cattocomunisti) accanto a Bobba e alla Binetti, metterei anche il prof. Alberto Gambino (le cui belle interviste campeggiano sul sito dell'Università europea di Roma http://www.unier.it/home.html ) e che proprio di recente ha spiegato bene all'agenzia Zenit come si possa votare "da cattolici" per alcuni partiti del centrosinistra (http://www.laboratorioperlapolis.it/voto_cattolici_principi.htm ). Anche io credo profondamente nei principi "non negoziabili", ho fatto propaganda per l'astensione al referendum, e davvero ringrazio Dio che ci siano cattolici intransigenti che con coraggio affrontano il relativismo etico che dilaga nella politica italiana su tutti i fronti. E poi cerchiamo di stare uniti nelle battaglie che davvero contano, anche se abbiamo visioni politiche diverse.

Bravo Demiet!

Lorenzo
utente anonimo

#31   19 Aprile 2006 - 18:28
 
grazie per il link, lorenzo.
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