Caro Guido,
Il presidente della Camera, infatti, vuole superare l'ex presidente del Senato e si dedica nientemeno che alla lectio divina. (Beh, non proprio divina. Perché implicherebbe un ascolto della Parola, e un masticarla. Lui invece ha già deciso che gusto deve avere).
Sceglie un passo del Vangelo di Giovanni (20,19-20) quando Gesù risorto torna in mezzo ai suoi discepoli nascosti e rintanati dopo la sua mprte: “In questo clima di terrore, di incertezza dei discepoli per la loro stessa sorte - scrive Bertinotti - (ri)sorge la parola “pace a voi".
Una cosa balza all'occhio: Bertinotti sceglie un passo che racconta la resurrezione, ma non pronuncia mai questa parola o, se lo fa, la rimodella, alterandola.
A lui, quello che interessa è la parola pace: “Da una parte la condizione di terrore che la violenza continua, la violenza dei rapporti, la violenza del potere, la violenza anche delle masse [Gv 18,40] genera su un'umanità annichilita. Dall'altra l'unica possibile alternativa a tutto questo. L'unico scampo, l'unica speranza. Una prospettiva di pace. ... la pace si presenta come l'unica alternativa in grado di spezzare la spirale di terrore che spinge i compagni di Gesù a nascondersi a porte chiuse, si presenta semplicemente e non ha bisogno di farsi aprire le porte.”
E’ evidente che per Bertinotti non è Gesù che risorge, ma è la pace che sorge dopo essere stata ferita mortalmente. E’ il balenare di un’idea, il riaffiorare di un insegnamento, un farsi coraggio, l’avviarsi di un esercizio della pace, di una pratica della pace nella speranza di “dar vita a un mondo altro”. Cristo risorto è un'immagine. Risorgere è il sorgere della possibilità di una nuova vita. E’ il presentarsi di un alternativa. Ciò che vivifica è la prospettiva della pace, l’unica “in grado di trascinare l’essere umano fuori dalle anguste mura e porte rinserrate in cui la violenza lo trascina”. Cristo risorto è l’utopia che scalda i cuori, l’inizio di un movimento concreto che vuole dar vita a un mondo altro. Un mondo altro, un mondo libero dalla violenza, è possibile. In una parola è l’inizio della rivoluzione. Questo il ragionamento del Presidente della Camera.
Nulla di nuovo, teologia della liberazione rivisitata. Che, però, non trova fondamento nei vangeli. E, soprattutto, nella realtà delle cose. Una lettura girardiana lo rivela bene.
Non si capisce, infatti, perché discepoli rintanati dovrebbero essere vivificati dall’idea della pace. Ipotesi irreale, esistenzialmente irreale.
Non si capisce perché pace e liberazione dalla violenza dovrebbero essere contagiose. E’ un’ipotesi antropologicamente, etnologicamente, sociologicamente falsa. Perché, in questi casi, di contagioso si verifica solo il contagio mimetico che porta al capro espiatorio. Alla falsa pacificazione. A una falsa unità sociale. Nei vangeli è descritto bene: perfino i discepoli seguono la frenesia mimetica, cercano l’unanimità, di pacificarsi con la folla abbandonando il capro espiatorio al suo destino.
La prospettiva di pace, la pratica della pace, invocata da Bertinotti, è quella che può essere garantita dall'efficienza del meccanismo vittimario. Quella pace che nasce dalla violenza esercitata sul capro espiatorio e che riconcilia la folla. Questa è la pace contagiosa che nasce dalla pace. La rivoluzione della pace invocata da Bertinotti non può che rinnovare la violenza. La riconciliazione promessa dal meccanismo del capro espiatorio è una promessa di pace falsa, ma potente nella sua efficacia illusionistica.
Come descrive il Vangelo di Luca, Pilato ed Erode, che erano nemici, da quel giorno diventarono amici. L’idea di pace che hanno i discepoli, è ancora quella falsa, quella scaturita dal capro espiatorio. A questa cercano di adeguarsi, rinnegando Gesù.
Perché allora, ad un certo momento, si costituisce una minoranza che trova la forza di opporsi alla folla, che non segue la necessità del contagio violento?
Per rompere l’unanimità mimetica è necessario postulare una forza esterna alla dinamica della folla, al contagio violento, alla forza riappacificante del capro espiatorio. Una forza esterna superiore a un meccanismo che ha sempre dimostrato la sua forza non scalfibile.
Per capire quel saluto, quel "pace a voi " pronunciato da Gesù risorto è necessario partire da Gesù risorto.
ld