lunedì, 22 maggio 2006

Fino alla morte, e alla morte di croce

Caro Luigi (e cara Porph.)
 
sì, ho appreso la notizia su padre Maciel.
 
Cosa ne penso? Beh, penso una cosa molto semplice: ci sono ambienti dentro la Chiesa che vogliono che la Legione di Cristo sia devitalizzata e alla fine, magari, soppressa. Non è una novità, è stato così fin dalla fondazione, nel 1941. Chi conosce la storia della Legione – pochi ahimé, ma anche chi ne è all’oscuro può sempre leggere la prima parte dell’intervista a padre Maciel, La Mia Vita è Cristo – sa di cosa parlo. E si tratta di ambienti trasversali.
 
Perché c’è stata sì l’ostilità storica del mondo liberal, con i gesuiti in testa. Ma non solo quella. Tanto per fare qualche esempio, non va dimenticato l’attrito negli anni ’80 e ’90 con l’Opus Dei, che ha visto sbucare dal nulla questi preti conquistadores a farle concorrenza nelle sue piazze di elezione, da Madrid a Città del Messico. Fino a casi “clamorosi” come quello dell’Università Finis Terrae di Santiago, in Cile, una piccola perla che nel 2002 fu acquistata dai Legionari di Cristo bruciando sul traguardo proprio l’Opera, sulla carta ben più potente e favorita. Così come non va dimenticato che negli Stati Uniti, dalla fine degli anni ’90 a oggi, gli attacchi forse più duri alla Legione sono venuti da giornalisti conservatori o neo-conservatori come Michael Rose, Matt Abbott e da giri come quello della American Family Association. Non va dimenticato neppure che a partire dalla guerra in Iraq, quando nel mirino di certi ambienti USA oltre a Giovanni Paolo II finì il Cardinale Sodano, vero oppositore di quel tipo di operazione politico/culturale, anche i legionari, legatissimi a Sodano e alla sua impostazione, finirono nel mirino. Infine un esempio recente, che può apparire poco significativo, mentre lo è eccome. E’ chiaro a tutti che la città di Roma è un po’ una rappresentazione in miniatura della Chiesa Cattolica, o meglio una vetrina di ciò che offre oggi il cattolicesimo. E’ altrettanto noto che il cuore culturale e teologico di questa offerta, il complesso delle università pontificie, versa in uno stato di grigiore. Non solo per la frammentazione parossistica degli atenei, ma per l’abbassamento di livello dei docenti, per l’appannamento culturale e l’insignificanza che spesso vi regna. Bene, i Legionari di Cristo nel giro di cinque anni hanno costruito a Roma un centro studi per 400 confratelli. Un ateneo, il Regina Apostolorum, che è diventato il punto di riferimento per una disciplina chiave come la bioetica, e l’unico in costante crescita di iscrizioni, mentre l’anno scorso ha organizzato più incontri e seminari di quanto hanno fatto tutte le altre università Pontificie messe insieme. Così la nuova Università Europea, la prima università cattolica parificata creata in Italia da 40 anni a questa parte, è nata grazie al lavoro e all'abilità organizzativa dei Legionari. Ma si potrebbe continuare: a Roma i Legionari  hanno iniziato a lavorare, con notevoli risultati, in un settore importantissimo e trascurato, quello della vita consacrata femminile, della formazione culturale e spirituale delle suore, diventando lentamente un punto di riferimento per tanti piccoli ordini.... eccetera.
 
Tutto questo solo per dire che di nemici, per invidia o per ostilità ad una certa visione ecclesiale, la Legione di Cristo ne ha sempre avuti tanti e variegati (preciso: l'Opus Dei va catalogata come concorrente, non certo come nemico). La novità è che qualcuno di loro, chi di preciso non lo so, è finalmente riuscito a mettere a segno un colpo davvero pesante.
 
Punire il Fondatore (a 86 anni, in procinto di andarsene da questo mondo) per accuse così infamanti (riferite a fatti di 50 anni fa) eseguendo solo un’indagine preliminare – quindi raccogliendo solamente la voce dell’accusa, senza aprire un processo canonico e dare all’imputato la possibilità di difendersi – ha un solo senso: cercare di mettere la parola fine all’avventura dei Legionari di Cristo.
 
Guarda caso tutto si è messo in moto, con una puntualità svizzera più che romana, quando Giovanni Paolo II, il Papa che è stato più vicino a padre Maciel, è entrato in agonia. Guarda caso un nemico della Legione (e del Cardinale Sodano) come Sandro Magister, a un paio di mesi dall’inizio della macchinazione scriveva già con sicurezza e accuratezza come sarebbe andata a finire l’indagine, che molti non pensavano fosse neanche ipotizzabile. Sarebbe interessante sapere chi è stato quel fedele servitore della Chiesa, all’interno della Congregazione per la dottrina della fede, che ha tenuto Magister informato di cose di tale segretezza e delicatezza. E come mai a così poco tempo dall’inizio della stessa indagine si conosceva già il verdetto.
 
Sì GdC, ma delle accuse a Padre Maciel, in specifico, cosa pensi? Penso, anzi sono certo, che siano totalmente false. Ho seguito la vicenda fin dall’inizio, mi sono letto quasi tutto quello che era possibile leggere a riguardo, compreso il materiale di Regain, il sito dei disgruntled legionaries, forum collaterali inclusi. Conosco la Legione e molte altre realtà religiose e posso dire che, per chi abbia un po’ di orecchio per certe faccende, parlo delle reazioni di chi abbandona o viene espulso da un ordine, il caso montato dagli ex legionari accusatori suona falso lontano un kilometro. Per argomentarlo mi servirebbero un po' di pagine e purtroppo non ho quasi tempo nemmeno per scrivere piccoli post, per cui rimando alla lettura integrale del sito Legionaryfacts.org. Non basta, ma è già qualcosa per chiarirsi le idee.
 
Voglio aggiungere solo due spunti di riflessione:
 
1) chi fosse impressionato dal fatto che una manciata di ex legionari possa accusare padre Maciel di cose così pesanti, deve tener presente che se già è un trauma  “spretarsi”, uscire da un ordine restrittivo come la Legione (e lasciando la tonaca, nemmeno rimanendo sacerdoti) dopo 15, 20 o 30 anni è una sofferenza difficilmente comprensibile. E’ un po’ come una suora che dopo 30 anni di clausura rientri nel mondo. Quando poi l’abbandono/estromissione è vissuto come un’ingiustizia subita, allora la sensazione è simile a quella del carcerato che dopo 30 anni di prigione si ritrovi libero e gli venga detto che la sua detenzione è stata un errore giudiziario. Si può immaginare fin dove possa arrivare il suo desiderio di vendetta nei confronti del giudice che l’ha messo dentro.
 
2) tutti gli accusatori ritengono di aver subito violenze sessuali e di essere rimasti nella Legione per decenni. E di aver taciuto quando tra il ’56 e il ’59 la Legione fu commissariata dal Vaticano (per altre calunnie), padre Maciel fu allontanato e al suo posto furono messi due ispettori della Santa Sede, che rimasero come direttori della comunità per ben tre anni, cercando di verificare se le accuse che circolavano erano vere. Ora, non è umanamente possibile restare in un ordine così esigente come la Legione, per quel periodo di tempo, dopo aver subito quel tipo di violenze che sono state denunciate. Tanto meno è possibile tacere fatti del genere se per tre anni vivi fianco a fianco con un monsignore che è stato mandato apposta per vagliare la salute della tua comunità religiosa. E il Fondatore di cui avresti paura se ne sta lontano, appunto, per tre anni.
 
Sì GdC, ma qui c’è l’avvallo del Papa. Come la mettiamo? Non so neanch’io come metterla, sinceramente. Dico solo che se la giustizia umana è fallibile, lo è anche quella della Chiesa, purtroppo. Due cose sono certe. La prima è che se qualcuno in alto loco pensa che si possa eliminare padre Maciel e salvare la Legione si sbaglia tragicamente: padre Maciel è la Legione, simul stabunt simul cadent. La seconda è che l’obbedienza assoluta al Papa è un fondamento dei Legionari di Cristo, i quali obbediranno fino alla propria morte, e alla morte di croce se sarà loro richiesto, anche indirettamente, dal Sommo Pontefice.
 
Ma penso anche che se questa è davvero un’opera di Dio, Dio non farà mancare la sua mano salvifica, in modi che magari non immaginiamo neanche. Resta intanto da pregare, pregare e pregare.
 
GdC
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Commenti
#1   22 Maggio 2006 - 10:10
 
Ho conosciuto solo di sfuggita i Legionari.

Di fronte alla notizia della "condanna" di padre Maciel, sono rimasto assai sgomento.

Ero riuscito a pensare solo: "dai frutti si riconosce l'albero" - e dunque: perché mai ottimi frutti da una radice marcia?

La lettura di questa pagina di GDC (che condivido in pieno) mi ha rimesso su di morale.

Vorrei solo aggiungere una cosa: non è la prima volta (è capitato perfino al sottoscritto) che la "giustizia" clericale colpisce l'innocente pensando così di ridurre le tensioni col colpevole e con quanti hanno prestato orecchio a quest'ultimo.
utente anonimo

#2   22 Maggio 2006 - 13:25
 
Mah, sinceramente neanche io riesco a capirci molto. Conosco poco i LC, anche se Scarafoni ha presentato la mia traduzione di Newman a Roma.
Sarò ingenuo ma non credo nei complotti. Tantomeno nelle lotte interne in Vaticano, dove l'unico sincero e affidabile sarebbe il papa di turno. Il problema, in questa lettura, è che cambiato il papa sembra sia cambiato anche il giudizio generale sulla triste faccenda. Appunto, come la mettamo?
Io, senza aver approfondito la questione, ho una interpretazione più semplice: Maciel ha fatto delle porcherie in gioventù pur avendo fondato una grande opera. La cosa mi rattrista ma non mi sorprende, conoscendo la debole natura umana.
L'albero si riconosce dai frutti, dice il Vangelo, i frutti però sono buoni non per i nostri meriti ma per la grazia che ci rende santi. E la grazia può rendere santi anche un 'zozzone' (e chi di noi non lo è?).

Segnalo un po' di discussioni 'americane' sulla vicenda:
http://www.canonlaw.info/2006/05/fr-maciels-penance_19.html
http://catholiclight.stblogs.org/archives/2006/05/fr_marciel_accu.html
http://www.commonwealmagazine.org/blog/post/index/255/The-Maciel-statement
http://nationalcatholicreporter.org/update/bn051906.htm
utente anonimo

#3   22 Maggio 2006 - 14:21
 
io ho un'altra fonte, messicana, che confermerebbe alcune cose di quel che qui ha scritto GdC.
Secondo questa fonte, qualche mese fa una tv messicana diede la notizia di filmini a luci rosse che riguardano i Legionari. Tale tv è molto vicina all'Opus.
Ora quel che c'è scritto qui mi farebbe capire quel che mi disse tale fonte, della concorrenza Legionari-Opus.
I filmini credo cmq non si riferiscano al fondatore, ma è sempre e cmq un modo per discreditare l'intera congregazione.
Mi spiace ma non ho riferimenti più precisi
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#4   22 Maggio 2006 - 14:28
 
Per Angelo. Appunto, come dice il Signore: «Si raccoglie forse uva dalle spine, o fichi dai rovi? Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi; un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni. Ogni albero che non produce frutti buoni viene tagliato e gettato nel fuoco. Dai loro frutti dunque li potrete riconoscere».
A me il senso sembra chiaro.

Comunque anch'io segnalo un commento, molto bello (è in spagnolo) uscito sul settimanale on-line La Semana:
http://www.lasemana.es/periodico/noticia.php?cod=14865

Per Etty. L'Opus Dei non può c'entrare, non è bene nemmeno pensarci. Anche a te raccomando il commento spagnolo di cui sopra.

GdC

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#5   24 Agosto 2006 - 22:54
 
Condivido in pieno il pensiero di GdC perché ho avuto modo di conoscere molto bene i legionari di Cristo è non posso che pensarne molto bene. Se la Santa Sede ha deciso quel che ha deciso sarà sicuramente per maggior gloria. Per il cristiano passa sempre dalla morte di sè. Tutti ricordano la parabola del chicco di grano.
utente anonimo

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