Caro Luigi (e cara Porph.)
sì, ho appreso la notizia su padre Maciel.
Cosa ne penso? Beh, penso una cosa molto semplice: ci sono ambienti dentro la Chiesa che vogliono che la Legione di Cristo sia devitalizzata e alla fine, magari, soppressa. Non è una novità, è stato così fin dalla fondazione, nel 1941. Chi conosce la storia della Legione – pochi ahimé, ma anche chi ne è all’oscuro può sempre leggere la prima parte dell’intervista a padre Maciel, La Mia Vita è Cristo – sa di cosa parlo. E si tratta di ambienti trasversali.
Perché c’è stata sì l’ostilità storica del mondo liberal, con i gesuiti in testa. Ma non solo quella. Tanto per fare qualche esempio, non va dimenticato l’attrito negli anni ’80 e ’90 con l’Opus Dei, che ha visto sbucare dal nulla questi preti conquistadores a farle concorrenza nelle sue piazze di elezione, da Madrid a Città del Messico. Fino a casi “clamorosi” come quello dell’Università Finis Terrae di Santiago, in Cile, una piccola perla che nel 2002 fu acquistata dai Legionari di Cristo bruciando sul traguardo proprio l’Opera, sulla carta ben più potente e favorita. Così come non va dimenticato che negli Stati Uniti, dalla fine degli anni ’90 a oggi, gli attacchi forse più duri alla Legione sono venuti da giornalisti conservatori o neo-conservatori come Michael Rose, Matt Abbott e da giri come quello della American Family Association. Non va dimenticato neppure che a partire dalla guerra in Iraq, quando nel mirino di certi ambienti USA oltre a Giovanni Paolo II finì il Cardinale Sodano, vero oppositore di quel tipo di operazione politico/culturale, anche i legionari, legatissimi a Sodano e alla sua impostazione, finirono nel mirino. Infine un esempio recente, che può apparire poco significativo, mentre lo è eccome. E’ chiaro a tutti che la città di Roma è un po’ una rappresentazione in miniatura della Chiesa Cattolica, o meglio una vetrina di ciò che offre oggi il cattolicesimo. E’ altrettanto noto che il cuore culturale e teologico di questa offerta, il complesso delle università pontificie, versa in uno stato di grigiore. Non solo per la frammentazione parossistica degli atenei, ma per l’abbassamento di livello dei docenti, per l’appannamento culturale e l’insignificanza che spesso vi regna. Bene, i Legionari di Cristo nel giro di cinque anni hanno costruito a Roma un centro studi per 400 confratelli. Un ateneo, il Regina Apostolorum, che è diventato il punto di riferimento per una disciplina chiave come la bioetica, e l’unico in costante crescita di iscrizioni, mentre l’anno scorso ha organizzato più incontri e seminari di quanto hanno fatto tutte le altre università Pontificie messe insieme. Così la nuova Università Europea, la prima università cattolica parificata creata in Italia da 40 anni a questa parte, è nata grazie al lavoro e all'abilità organizzativa dei Legionari. Ma si potrebbe continuare: a Roma i Legionari hanno iniziato a lavorare, con notevoli risultati, in un settore importantissimo e trascurato, quello della vita consacrata femminile, della formazione culturale e spirituale delle suore, diventando lentamente un punto di riferimento per tanti piccoli ordini.... eccetera.
Tutto questo solo per dire che di nemici, per invidia o per ostilità ad una certa visione ecclesiale, la Legione di Cristo ne ha sempre avuti tanti e variegati (preciso: l'Opus Dei va catalogata come concorrente, non certo come nemico). La novità è che qualcuno di loro, chi di preciso non lo so, è finalmente riuscito a mettere a segno un colpo davvero pesante.
Punire il Fondatore (a 86 anni, in procinto di andarsene da questo mondo) per accuse così infamanti (riferite a fatti di 50 anni fa) eseguendo solo un’indagine preliminare – quindi raccogliendo solamente la voce dell’accusa, senza aprire un processo canonico e dare all’imputato la possibilità di difendersi – ha un solo senso: cercare di mettere la parola fine all’avventura dei Legionari di Cristo.
Guarda caso tutto si è messo in moto, con una puntualità svizzera più che romana, quando Giovanni Paolo II, il Papa che è stato più vicino a padre Maciel, è entrato in agonia. Guarda caso un nemico della Legione (e del Cardinale Sodano) come Sandro Magister, a un paio di mesi dall’inizio della macchinazione scriveva già con sicurezza e accuratezza come sarebbe andata a finire l’indagine, che molti non pensavano fosse neanche ipotizzabile. Sarebbe interessante sapere chi è stato quel fedele servitore della Chiesa, all’interno della Congregazione per la dottrina della fede, che ha tenuto Magister informato di cose di tale segretezza e delicatezza. E come mai a così poco tempo dall’inizio della stessa indagine si conosceva già il verdetto.
Sì GdC, ma delle accuse a Padre Maciel, in specifico, cosa pensi? Penso, anzi sono certo, che siano totalmente false. Ho seguito la vicenda fin dall’inizio, mi sono letto quasi tutto quello che era possibile leggere a riguardo, compreso il materiale di Regain, il sito dei disgruntled legionaries, forum collaterali inclusi. Conosco la Legione e molte altre realtà religiose e posso dire che, per chi abbia un po’ di orecchio per certe faccende, parlo delle reazioni di chi abbandona o viene espulso da un ordine, il caso montato dagli ex legionari accusatori suona falso lontano un kilometro. Per argomentarlo mi servirebbero un po' di pagine e purtroppo non ho quasi tempo nemmeno per scrivere piccoli post, per cui rimando alla lettura integrale del sito Legionaryfacts.org. Non basta, ma è già qualcosa per chiarirsi le idee.
Voglio aggiungere solo due spunti di riflessione:
1) chi fosse impressionato dal fatto che una manciata di ex legionari possa accusare padre Maciel di cose così pesanti, deve tener presente che se già è un trauma “spretarsi”, uscire da un ordine restrittivo come la Legione (e lasciando la tonaca, nemmeno rimanendo sacerdoti) dopo 15, 20 o 30 anni è una sofferenza difficilmente comprensibile. E’ un po’ come una suora che dopo 30 anni di clausura rientri nel mondo. Quando poi l’abbandono/estromissione è vissuto come un’ingiustizia subita, allora la sensazione è simile a quella del carcerato che dopo 30 anni di prigione si ritrovi libero e gli venga detto che la sua detenzione è stata un errore giudiziario. Si può immaginare fin dove possa arrivare il suo desiderio di vendetta nei confronti del giudice che l’ha messo dentro.
2) tutti gli accusatori ritengono di aver subito violenze sessuali e di essere rimasti nella Legione per decenni. E di aver taciuto quando tra il ’56 e il ’59 la Legione fu commissariata dal Vaticano (per altre calunnie), padre Maciel fu allontanato e al suo posto furono messi due ispettori della Santa Sede, che rimasero come direttori della comunità per ben tre anni, cercando di verificare se le accuse che circolavano erano vere. Ora, non è umanamente possibile restare in un ordine così esigente come la Legione, per quel periodo di tempo, dopo aver subito quel tipo di violenze che sono state denunciate. Tanto meno è possibile tacere fatti del genere se per tre anni vivi fianco a fianco con un monsignore che è stato mandato apposta per vagliare la salute della tua comunità religiosa. E il Fondatore di cui avresti paura se ne sta lontano, appunto, per tre anni.
Sì GdC, ma qui c’è l’avvallo del Papa. Come la mettiamo? Non so neanch’io come metterla, sinceramente. Dico solo che se la giustizia umana è fallibile, lo è anche quella della Chiesa, purtroppo. Due cose sono certe. La prima è che se qualcuno in alto loco pensa che si possa eliminare padre Maciel e salvare la Legione si sbaglia tragicamente: padre Maciel è la Legione, simul stabunt simul cadent. La seconda è che l’obbedienza assoluta al Papa è un fondamento dei Legionari di Cristo, i quali obbediranno fino alla propria morte, e alla morte di croce se sarà loro richiesto, anche indirettamente, dal Sommo Pontefice.
Ma penso anche che se questa è davvero un’opera di Dio, Dio non farà mancare la sua mano salvifica, in modi che magari non immaginiamo neanche. Resta intanto da pregare, pregare e pregare.
GdC