Caro Guido,
la chiesa dedicata a San Pio da Pietrelcina realizzata a San Giovanni Rotondo su progetto di Renzo Piano va vista. La chiesa ha molti aspetti interessanti e significativi. Ma allo stesso tempo ha anche un assetto sbalestrato che la rende in qualche modo incompiuta. Sicuramente è uno di quei casi che dimostrano come l'architetto debba parlare col liturgista (ma parlarci bene bene) prima di prendere in mano la matita.
La chiesa ha una forma dinamica, a spirale. Renzo Piano aveva pensato che l'entrata principale dovesse essere quella con la vetrata che dà sul piazzale. Ma in questo modo si avrebbe avuto un ingresso principale a lato dell'altare. Il che non sarebbe stato proprio corretto. Così è stato ricavato, col progetto in fase già avanzata, un altro ingresso di fronte all'altare. E il risultato adesso non può che sapere di posticcio.
Ma c'è un'altra cosa che mi ha lasciato perplesso. Tutto la struttura della chiesa gira intorno a un'unica colonna. Tutto parte da un unico pilastro largo più di 4 metri, che impiantato dietro l'altare, continua anche sotto dove è situata la cripta. Qui, in questa chiesa inferiore alla base della colonna dovrebbe essere traslata la salma del Santo. Ti dirò che la soluzione non mi convince. I santi sono sempre stati sepolti sotto l'altare, non sotto le colonne. A San Pietro, a Roma, gli altari si susseguono uno sopra l'altro dalla tomba del primo apostolo. Perché i santi e il sangue dei martiri sono fondamento saldo per la celebrazione eucaristica.
Insomma, il mio dubbio è che Padre Pio più che testimone del sacrificio di Cristo, si ritrovi testimonial dell'opera di Renzo Piano.
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