Roma, 18 luglio - Difficilissima la vita per i rifugiati palestinesi in Libano, "credo che ognuno di noi, se fosse nato in un campo di concentramento, da 50 anni fosse lì e non avesse alcuna prospettiva di poter dare ai propri figli un avvenire, sarebbe un terrorista". Lo ha detto il senatore a vita Giulio Andreotti, applaudito da alcuni senatori di Rifondazione comunista, intervevendo nel breve dibattito svoltosi nell'aula di Palazzo Madama sul Medio oriente in apertura di seduta. "Diciamolo pure con molta chiarezza, moralmente credo che sia dovuto fare di tutto quello che si può trovare una strada. L'Onu ha fallito su questo. L'Onu -ha aggiunto Andreotti- ha fatto tante risoluzioni che non sono mai state applicate, allora cerchiamo di riattivare, attraverso il nostro stimolo, un intervento dell'UE. Credo che possiamo farlo e non possiamo assolutamente fare della confusione con i problemi di valutazione di quella che è stata la politica razziale in Italia. Se guardiamo gli atti parlamentari del Senato del Regno dobbiamo concludere che è una vergogna che in questa aula non si sia levato uno solo a protestare contro le leggi razziali nel 1938. Ma guai a non ritenere che bisogna isolare, in questo momento, il problema dei rifugiati palestinesi". (AGI)
Roma, 18 luglio - "Quando alla fine dell'800 nacque il movimento sionista, il suo fondatore, Teodoro Herzl pensò di creare lo stato israeliano in Uganda; probabilmente erano gli inglesi che suggerivano di non pensare alla Palestina". Giulio Andreotti interviene in aula sulla spinosa questione
mediorientale, con ricordi e citazioni di carattere storico che si riflettono tuttavia sulla drammatica situazione di oggi. "Sono stati gli inglesi, nel '48, che hanno invece accelerato perchè non potevano più reggere la situazione della Palestina, creando lo Stato di Israele come è oggi".
E Andreotti, ricordando la presenza della grande collettività di rifugiati palestinesi in Libano, lancia l'idea di ipotizzare per questa collettività di rifugiati nel Paese dei Cedri "un insediamento in qualche parte del mondo che crei per loro una vita nuova. Ne ho parlato l'altro giorno col segretario generale dell'Onu, Kofi Annan, in commissione Esteri, suggerendogli di studiare questa ipotesi. Non so se sia possibile però penso dovrebbe essere quantomeno studiata. Penso che sia importantissimo che si dedichi ai taxi e ai notai; ma non dobbiamo togliere dall'odg, prima di tutto morale, della nostra politica nazionale, questa sensibilità verso il problema della Palestina, perchè tale problema non solo può recare danni a tutti ma moralmente ci dovrebbe impegnare di più".
Il senatore a vita ha proposto di trasferire in aula in Senato la prevista comunicazione del ministro degli Esteri in programma per giovedì della prossima settimana. E parlando del problema Israele-Palestina ha aggiunto: "Non vogliamo dimenticare il passato dinanzi al Muro del Pianto, quando mi domandarono il mio avviso dissi che, quando erano gli ebrei gli ammalati, chi non era al loro fianco mancava ai propri doveri morali, perchè il medico deve essere accanto all'ammalato. Adesso è certamente più malato il mondo palestinese". (ANSA)