Caro Guido,
vai a leggerti l'ultimo articolo di Umberto Veronesi su L'Espresso. E' il promo alla sua seconda conferenza mondiale sul futuro della scienza. E' scritto così male che deve averlo scritto lui stesso. Non c'è un ragionamento minimamente concluso. Quattro luoghi comuni su darwin che sembra di stare dal barbiere. Fa tanto lo scienziato e poi che ti cita con aria trombonica? il caso e la necessità di Monod! che è come andare a spasso col borsello.
Ecco qui una raccolta di perle.
La teoria darwiniana è l’unica oggi in grado di spiegare i fatti noti della biologia
Nella visione scientifica e darwiniana, la vita è retta da due forze: la casualità (mutamento del dna) e il condizionamento ambientale.
C’è chi non vuole rinunciare alle speranze del trascendentale. (sì, ha scritto trascendentale)
Più del 20% della materia che ci circonda è sconosciuta. (questa qui è la più spettacolare)
Conosciamo circa 250 pianeti e sappiamo che circa un quinto di questi ha condizioni di vita simili alla Terra, per cui è razionale ipotizzare che ci siano forma di vita simili alla nostra. Questo spazza vila la concezione che il firmamento è stato costruito come una immensa volta che protegge e illumina la nostra terra.
Ciò che emerge di nuovo è che una forma di intelligenza esiste anche in una singola cellula.
Si affollano domande che cercano risposte.
Per esempio se anche in una semplice cellula ci sono istinto e reazione, allora c’è una organizzazione del sistema di difesa per assolvere ai due compiti di sopravvivere e riprodursi?
Io credo che il ruolo dell’uomo sia proprio di assecondare in modo intelligente la spinta del proprio dna che ci impone di vivere, riprodurci e poi morire per lasciare spazio alle nuove generazioni.
Nasce di qui l’etica della scienza: che deve essere a servizio dell’uomo per difenderne la vita, migliorarne la qualità, proteggerla dalle malattie. E per dargli la possibilità, con il pensiero etico, di elaborare i grandi valori (libertà, tolleranza, solidarietà, pacifismo) da trasmettere alle future generazioni.
Eh già, il chirurgo è l'evoluzione del barbiere.
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