Il festival letteratura, il festival filosofia. Leggi zaccheo sul festival spiritualità.
Il principio nascosto da cui discende l'organizzazione di questi rodeo-festival è l'aperitivo. Non c'è più la cena, la lampreda intera, il consummatum est. Nel nostro tempo ciò che infonde ordine ai giorni è un'ora vaga. Che parte alle 17 e si inoltra fino a notte fonda. L'aperitivo è un brivido, dove tutto è ancora da farsi. Il destino ci aspetta. Domani non sarà mai. Adesso è l'eterno. Allora si va. Un momento. Cosa c'è. La caipiroska. Ma non va più. Allora un white russian. Ma è un after dinner. Ma se il dinner non esiste più. Allora beviamo, ma cosa c'è di là. Un aperitivo. Ma lasciamo un aperitivo per un altro aperitivo? Di là c'è Hillmann. Ma qui c'è Sarcaz. Sì, ma poi torniamo.
Alla fine, a casa si torna sempre. Ma solo quando si è sufficientemente stanchi per non sentirsi soli. Il corpo riposa e cerca un fondamento su cui riposare; al mattino, poiché si è alzato, suppone di non avere bisogno del fondamento.
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