martedì, 10 ottobre 2006

Politkovskaya, Dio abbia pietà

Luigi,

sito di Repubblica: «Folla al funerale della Politkovskaja». «Presente in massa il mondo dell’informazione». Clicco foto e filmato e si vedono tanti primi piani, più una normale camera ardente. Giro avanti e indietro sul web, ma di foto di questa folla piangente ai funerali proprio non c’è traccia. Alla fine trovo qualcosa: un codazzo di gente che segue la bara. Che mi ricorda però, più che i funerali di un idolo della nazione, quelli di un amato medico del mio paese, morto quando ero bambino.

 

Una piccolezza si dirà. Diciamo che è solo l’ultimo dettaglio di quell’enorme raggiro che è stata la raffigurazione della Politkovskaya da parte della stampa occidentale negli ultimi anni. Perché questa intrepida giornalista, questa paladina dei diritti umani è stata la versione giornalistica di personaggi come Khodorkovsky, Berezovsky o il penultimo Abramovich. Una figlia della aristocrazia partitica sovietica, agganciata, forse già per legami parentali, a un certo establishment angloamericano e il cui compito era minare dal di dentro – a livello giornalistico, come altri hanno fatto a livello finanziario – una realtà ostile all’idea di farsi brutalmente predare, soprattutto dopo l’arrivo di Putin. La sua popolarità e considerazione da parte del russo comune – ne ho avuto prova anche chiedendolo l’anno scorso ad un’affidabile amica russa, trasferitasi in Svizzera – era nulla. Un po’ come un altro personaggio tanto pompato in Occidente quanto disprezzato in patria: Gorbacev. Guarda caso coeditore di Novaja Gazeta, il giornale della giornalista intrepida.

 

Altro dettaglio, altra piccolezza. La Politkovskaya è stata scelta personalmente dall’Abbé di San Satiro, che l’ha infilata nel catalogo Adelphi insieme a pochi altri cronisti contemporanei. Tali elezioni sono spesso un riconoscimento alla perfidia o alle capacità mistificatorie del prescelto.

 

Per la cronaca, gli unici commenti realistici che ho letto sulla Politkvoskaya sono quelli che hanno lasciato sul sito della BBC un lettore russo e uno "asiatico":

Her professional reputation was among the lowest among the Russian journalists, but all those "human rights" installations (like CIA-funded Freedom House) appreciated her very much. The newspapers she worked for lost several court cases as the appearance of truthful facts in her articles was a rare occasion. This is absurd to think that Putin or other high-ranking Russian officials has something to do with her (no doubt appalling) killing, as her audience and influence in Russia was close to zero. All her professional life was devoted to putting slur on Russia and Russian people, and now, as the majority of comments here and in other Western outlets clearly shows, her death will continue to serve this purpose.
Valentin Nikolaev, St-Petersburg, Russia

I am shocked by the comments rather than the news itself. I have no idea about the history of Russia or Chechnya, but from what I read in this news, blaming on Russia or its President is definitely not a wise idea. Ms Politkvoskaya’s death is believed to be a murder, by someone yet unknown. However, in common sense, would one to murder someone whose death in the end will result in his own jeopardy? Unlikely. Hence, making such a link between Russia' President or system with the murder would not give much sense to someone like me, who views it subjectively. Rather, it gives me a sense of existence of biasness.
Ginter, South Asia

GdC

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Commenti
#1   10 Ottobre 2006 - 23:17
 
Al mistero della morte della Politkovskaja se ne aggiunge un altro: chi sarà questo Guido che cita Calasso come solo Blondet sa fare?
utente anonimo

#2   11 Ottobre 2006 - 09:51
 
di questi tempi avere una bussola per orientarsi e riconoscere i malvagi e i perfidi costituisce un patrimonio inestimabile. che questa poi si trovi nei cataloghi di una casa editrice mi pare una benedizione. grazie guido

porph.
utente anonimo

#3   11 Ottobre 2006 - 11:57
 
l'avete letto l'articolo di Blondet sulla Politkovskaya? si direbbe che Blondet abbia preso ispirazione da Guido.
utente anonimo

#4   11 Ottobre 2006 - 12:57
 
Prego, porph. Non basta la presenza nel catalogo, ovvio. Bisogna saper decifrare i motivi per cui il libro e l’autore sono stati scelti. E questo lo si può fare solo se si coglie il disegno di fondo: ogni libro Adelphi è un tassello di un mosaico. O, come scrive Calasso, è una pagina di un unico grande libro.
GdC
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#5   11 Ottobre 2006 - 19:49
 
l'avete letto l'articolo di Blondet sulla Politkovskaya? si direbbe che Blondet abbia preso ispirazione da Guido

Blondet è il Platinette del giornalismo, il drug king della carta st(r)ampa(la)ta. :-D

Bernardo
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente claraevallensis

#6   11 Ottobre 2006 - 22:27
 
I giornalisti come Blondet (ma non c'è solo lui a fare giornalismo documentato) hanno il merito di inserire le singole vicende in un quadro di insieme riportandone vari elementi di cui spesso non si tiene conto.
Gli americani ragionano sempre con la mentalità di "assediati" da un branco di alieni. Una volta Kissinger a chi gli domandava perchè avesse interesse ad avere rapporti diplomatici con la Russia post-sovietica rispose "Perchè è l'unico paese che può distruggere gli Stati Uniti." E così , seguendo questa paranoia , gli americani stanno assediando loro la Russia con una serie di stati "amici". Putin avrà tutti i difetti di questo mondo e sa essere feroce come un Olmert qualsiasi, però non è un cretino come Bush e della situazione di oggettiva minaccia americana sotto cui è il suo paese se ne accorge.
In ogni caso non c'è rischio maggiore per un paese che diventare concorrente degli Stati Uniti. Sarà massacrato.

Yusuf
utente anonimo

#7   12 Ottobre 2006 - 00:28
 
Porph mi hai tolto la parola di bocca, senz'altro in quest'epoca così incerta sarebbe opportuno tenere sul comodino anche riferimenti che facciano da contraltare alle solite agiografie tipo "I Santi e i Beati della Chiesa d'Occidente e d'Oriente"...
Sì, una sorta di guida Michelin dei cattivi farebbe davero comodo, chessò...

Uhm, qualcuno sa se Blondette ha in mente di regalarci almeno il calendario completo dei perfidi che vengono venerati nei diversi giorni dell’anno premurandosi di segnalare anche i luoghi di culto?
Urge una risposta vigorosa agli stucchevoli almanacchi di Frate Indovino.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente rubytuesday

#8   12 Ottobre 2006 - 09:54
 
@ bernardo
Non fare così. Blondet chiede argomentazioni ai suoi detrattori della sua opera, non offese. In fondo tra lui e la Gruber ci sono più di due vecchi seni fibrosi.
utente anonimo

Commenti