300, eran trecento giovani e forti e sono morti. Erano spartiati. Nell'occidente, nella Grecia del logos, si dedicavano alla forza, bevevano brodo nero, ammazzavano iloti. Combatterono contro i persiani. Morirono in trecento, alle forche delle Termopili.
L'oriente dispotico minaccia la libertà dell'occidente. Gli spartani rappresentano la chiusura convenzionale, fosse anche tirannica e arbitraria, del sistema occidentale. Con la loro forza, la stessa che ammazzava gli iloti, la libertà si salda in cerchio con la democrazia. Il resto va fatto fuori.
Bisogna combattere. Non possiamo che combattere da Spartani. Non possiamo che vivere e morire da Spartani. I pochi di fronte ai molti. Non guardiamo alle Termopili che tanto ormai lì sono tutti morti o lo saranno tra poco. La loro morte è già bella che fatta. E’ già narrabile, per questo è bella. Bisogna allargare lo scenario (08.32): l'intero oriente, con i suoi copricapi e le sue maschere. Allora sì che si vince. Dopo le Termopili, ci sarà Capo Artemisio, Salamina, Platea, Pericle e Socrate.
Caro Guido, la Warner Bros ci vuole tutti spartani. Prova a dirle di no.
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