Luigi, i giornaloni da noi non ne hanno fatto parola. Tutti presi nel seguire il copione dello screditamento dell’interessato. Il Corriere in testa, con un patetico “affondo” affidato alla penna di Bernard-Henri Lévy.
Il Financial Times, invece, più scrupoloso nella sua rettile astuzia, l’ha buttato lì, en passant. Nella sua cronaca del pranzo al summit europeo di Lahti, in Finlandia, ha fatto notare che Putin, rintuzzando le varie provocazioni che gli sono arrivate tra una “soup” e una “rosemary grilled goose”, ha sottolineato come “EU’s most important challenge is to safeguard Christianity in Europe”. Un’uscita, fa capire il FT, tanto imbarazzante e indigesta per gli euroburocrati quanto la battuta sulla Spagna corrotta o sull’Italia terra natale della Mafia.
Sarà stata una mossa tattica, a sua volta provocatoria. Può darsi. Fatto sta che giovedì scorso è andata in scena a Mosca un’altra riunione di grande interesse, di cui solo Zenit ha dato conto, e che magari ha qualche rapporto con la battuta di zio Vladimir. Cito:
«In base ad un accordo raggiunto con la Chiesa ortodossa russa, il Cammino Neocatecumenale mostrerà ai sacerdoti ortodossi il processo di evangelizzazione seguito da questa nuova realtà ecclesiale.
Lo hanno rivelato a Zenit Kiko Arguëllo e padre Mario Pezzi, iniziatori e responsabili del movimento, che insieme a Carmen Hernández si sono riuniti il 19 ottobre scorso con il metropolita di Smolensk e Kaliningrad, Kirill, presidente del Dipartimento per i Rapporti Esterni del Patriarcato, per stabilire questa collaborazione.
Secondo quanto ha rivelato Kiko, durante l’incontro è stato presentato al metropolita ciò che rappresenta il Cammino Neocatecumenale partendo dai suoi concetti-base, arrivando ad un accordo che includerà in una prima tappa l’insegnamento dei principi di evangelizzazione del Cammino Neocatecumenale, in una seconda l’abilitazione dei sacerdoti ortodossi.
“Non vogliamo in alcun modo fare proselitismo”, ha spiegato padre Pezzi. “Il metropolita Kirill e la delegazione ortodossa che lo accompagnava ci hanno accolti in modo molto cordiale ed erano al corrente del fatto che avevamo informato della nostra visita il Cardinale Walter Kasper”, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani. […]
“Nel nostro incontro con il metropolita Kirill, gli abbiamo spiegato che il Cammino vuole che la fede della gente cresca affinché avvenga in lei un cambiamento e possa allora amare. Siamo venuti in Russia per mostrare il nostro amore”, ha detto Kiko Arguëllo.
“In Europa – ha proseguito –, gli uomini stanno abbandonando Cristo e la società è sempre più intrisa di individualismo, per il quale l’importante è la soddisfazione dell’ego, il piacere del nostro io. Nelle chiese rimane poca gente. Per questo Dio prepara una nuova evangelizzazione e la Chiesa ortodossa russa sa che bisogna lavorare ad un modo diverso di catechizzare”.
“La Russia, come l’Europa, ha bisogno di Cristo. Qui ci sono milioni di persone alcolizzate o che si suicidano perché non lo conoscono. Bisogna annunciare il Vangelo, ed evangelizzare vuol dire tirar fuori l’uomo dalla situazione che lo distrugge”, ha spiegato.
Durante la riunione che hanno avuto nella Cattedrale di Mosca, la sera di venerdì 20, Kiko, padre Mario e Carmen hanno ringraziato le quasi 250 persone delle comunità neocatecumenali della Russia e dell’Estonia che si sono riunite in occasione della loro visita per la formazione e il sostegno dei gruppi».
Com’è noto, stretti e molto buoni sono i rapporti tra il Patriarcato di Mosca e Putin.
GdC