mercoledì, 25 ottobre 2006

La fuerza de los «kikos»

«Se il vescovo vuole, il Cammino va; se il vescovo non vuole, il Cammino si ferma. Dura legge, ma è la legge della Chiesa. Fortissimi a Roma, in crescendo a Milano, ottimisti a Venezia, cauti e accorti a Napoli: quanto mai varia e dinamica è la mappa del Cammino Neocatecumenale nelle diocesi del nostro paese. In ognuna di esse l’itinerario di formazione cristiana sorto per volontà di Kiko Argüello vive una realtà diversa, fra grandi entusiasmi, brusche frenate e pronti scatti in avanti. Aperture e diffidenze si alternano di diocesi in diocesi, al mutare dei paesaggi e al mutare degli uomini: strettissima intesa a Roma con il vicario del papa per la diocesi Camillo Ruini, rapporti cordiali a Venezia con il patriarca Angelo Scola, lavori di conoscenza a Napoli e a Genova con i nuovi arrivati cardinali Sepe e Bagnasco, e così via passando per i “si” e i “no” pronunciati dai titolari delle diocesi dell’intero paese».

 

Luigi, così inizia un interessante mini-reportage di Korazym sui neocatecumenali in Italia. Lo segnalo anche per rispondere all'amico che ha fatto qualche rilievo sulfureo sui neocat due post fa. O meglio, lo segnalo per non-rispondere: conosco troppo poco i neocat per esprimere un giudizio serio sui rilievi che vengono loro mossi.

 

Il poco che posso dire è che sono letteralmente impressionato dai loro frutti e dalla loro forza apostolica (sono certamente la realtà organizzata in più forte espansione nella Chiesa oggi). In più, che alcune delle critiche che leggo nei loro confronti (lavaggio del cervello, settarismo...) ricalcano fin troppo quelle che vengono mosse - non senza appigli esteriori, magari, ma in base ad una incomprensione di fondo - ad altre realtà militanti e meritorie.

 

Mi fermo qui.

 

GdC 

PS= Qui trovi il file audio di un discorso di Kiko durante il suo incontro con il clero sardo. Qui gli altri file dello stesso appuntamento.

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Commenti
#1   26 Ottobre 2006 - 11:00
 
Caro GdC,

le critiche ad "altre realtà militanti" vengono o dagli ambienti progressisti o (più spesso) dall'esterno della Chiesa, e non riguardano né eresie né stravaganze liturgiche.

Quanto allo spot pubblicitario di Korazym, nel mio piccolo posso solo opporre che il Vescovo di qui non vuole, ma dato che ancora non li ha cacciati via loro continuano imperterriti a far danni (intendiamoci: non si può vantare per "grande appoggio" tutto ciò che non sia un'esplicita condanna).

Danni che poi sono sempre gli stessi che vengono criticati da diversi decenni a questa parte: la visione cupa, pessimista e apocalittica, la "neocatecumenalizzazione" forzata delle parrocchie dove sono installati, le liturgie alla carlona, ecc.

Alle "altre realtà militanti" non si rimprovera crassa ignoranza teologica; per le "altre realtà militanti" non c'è stato bisogno di una lettera con "le decisioni del Santo Padre" per ricordare che la liturgia dei neocatecumenali deve diventare la stessa già approvata per tutta la Chiesa; le "altre realtà militanti" hanno la mania di obbedire alla Santa Sede anche in caso di provvedimenti ingiusti...

Gli equivoci sul Cammino Neocatecumenale derivano dai loro numeri, cioè dal credere "qualità" ciò che è quantità (in tempi di scarsità di vocazioni, come non commuoversi di fronte ai numeri che loro tanto vantano? salvo poi ricredersi nel vedere cosa sono le loro "vocazioni", cos'è il loro "cammino", cos'è la loro fede "adulta"...)

Il chiassoso e nutrito esercito di neocatecumenali è in buona fede guidato da orgogliosi eretici.

Kiko può permettersi di andare a cantargliele al Papa e nessun neocatecumenale resta perplesso.

Kiko, Carmen e Pezzi possono permettersi di obiettare al Papa (17 gennaio 2006) che le loro strampalate liturgie portano la gente "dalla tristezza all'allegria" (prima dicono che obbediranno e poi vantano per buono ciò che è stato loro appena proibito), dando così modo al solito Magister di scoprire comodamente i soliti altarini...

A meno di condividerne eresie, disobbedienze e svarioni liturgici, fiducia nel Cammino può averne solo chi non lo conosce.
utente anonimo

#2   26 Ottobre 2006 - 13:14
 
@anonimo del sito qui sotto

premetto che non conosco la realtà nc, anche se l'aria neocatecumenale (quella che comunque si vede o si sente come discorsi arte musica) mi mette un certo disagio.

una domanda: perché non rinunciano a celebrare la messa in quel modo? ho intuito che secondo te, una rinuncia equivarrebbe a far saltare il nocciolo fondamentale del cammino nc. ma non ho capito quale sia questo fondamento ultimo (la ragion d'essere, da te più volte indicato come eretica) e quale sia il suo legame visibile con quel tipo di celebrazione eucaristica.

grazie, ld
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#3   26 Ottobre 2006 - 14:03
 
Caro anonimo, cercherò di saperne di più sul Cammino, con fiduciosa prudenza.
GdC
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#4   26 Ottobre 2006 - 14:37
 
Circa i punti discussi della liturgìa, mi permetto di rispondere io (isoppo) in quanto simpatizzante e nel contempo critico su alcuni aspetti del Cammino.

Il punto contestato su cui sembra esserci renitenza all'obbedienza riguarda la maniera di ricevere l'Eucarestia e la prassi che è assunta nel Cammino attorno a quest'evento.

Siccome l'Eucarestia viene intesa innanzitutto come "banchetto" in cui Cristo viene a servire il credente, la prassi vuole richiamare più esplicitamente questo aspetto dell'Eucarestia.
Da qui il fatto che i credenti non vanno in processione in piedi verso l'altare, bensì rimangono seduti attorno ad una grande tavola (non ad un altare in senso stretto, attenzione), come se stessero partecipando ad un banchetto.

Gli "ostiari" provvedono quindi a portare "il cibo" ai credenti che, seduti, aspettano di poter prendere l'Eucarestia tutti assieme e contemporaneamente.

Credo che il nucleo più profondo alla base di questa prassi derivi da un'ambiguità nei confronti dell'aspetto sacrificale dell'Eucarestia.

In molti sensi, il Cammino vuole cancellare l'aura "sacrificale" attorno alla fede, con il lodevole tentativo di cercar di far vedere sotto un punto di vista diverso pratiche vissute normalmente dal cattolico medio in maniera quasi "superstiziosa".
"Mi devo ingraziare il Dio altrimenti mi manda le maledizioni".

Si cerca quindi di celebrare l'Eucarestia stessa non come un "rito sacrificale", in cui si vogliono placare le ire di un Dio che richiede vittime (capri espiatori), ma come un momento di gioia e di ringraziamento perchè Cristo si fa vicino a noi, si fa letteralmente mangiare da noi.

Credo che non sia un caso che Renè Girard mi sia arrivato dal prete che mi ha richiamato alla Chiesa e che è di formazione strettamente neocat.

Ed io lo ammetto: se ho trovato un nuovo "gusto" nel tornare a partecipare alla Messa domenicale e a ricevere l'Eucarestia era perchè mi era stata data la possibilità di mettere momentaneamente da parte l'aspetto "sacrificale" del rito, visto fino ad allora troppo simile a tutti gli altri riti (religiosi e scaramantici) che ci troviamo attorno.

In occasione dell'enciclica di GPII sull'Eucarestia, in cui se ne sottolineava fortemente invece tale aspetto, ho chiesto ad amici nel Cammino in merito a questa discrepanza.

Sottolineavano quindi come l'idea di sacrificio non sia negata dal Cammino.
Uno dei refrain tipici di Kiko è "l'amore nella dimensione della Croce": i NC sottolineano continuamente che l'amore è sacrificio, è perdere la vita per qualcuno, in contrapposizione alla visione sentimentalista che il mondo vuol dare dell'amore.

Che è vero... ma ho la presunzione di credere che Kiko (da uomo del giorno d'oggi come sono io) abbia evidentemente molte difficoltà ad accettare l'idea di Cristo che si offre in sacrificio in espiazione dei nostri peccati, cercando quindi di sottolineare il Cristo che ci ama nonostante i nostri peccati, nonostante tutto ciò che possiamo fargli come peccatori.

Che poi si debba obbedienza al Papa senza ulteriori discussioni, è un'altra faccenda su cui io sono del tutto d'accordo.

Altrimenti (per usare terminologia NC) si finisce a fare un idolo anche del Cammino e delle sue Celebrazioni tipiche.

Paolo
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#5   26 Ottobre 2006 - 15:29
 
Nell'ormai chilometrico blog:

http://neocatecumenali.blogspot.com

non si accusa il cammino neocatecumenale di essere settario alla stregua di altre realtà che esistono fuori dalla Chiesa.

Lo si taccia di farisaismo esasperato,trattandosi di realtà che sta forzosamente all'interno della Chiesa,di cui stravolge i principi,la prasse il magistero e la dottrina.

Il tutto non è frutto di opiunioni personali,ma di chiara e attenta analisi DOCUMENTATA.

Chji volesse approfondire,prima di sparare giudizi avventati,potrebbe andare a documentarsi sul sito


www.internetica.it/neocatecumenali/index.html
utente anonimo

#6   26 Ottobre 2006 - 17:51
 
sarò ansioso di leggere le impressioni del dinamico duo titolare di questo blog in merito al sito segnalato dall'ultimo visitatore e ai relativi ricchi contenuti.

Buon lavoro!

Paolo
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#7   27 Ottobre 2006 - 14:39
 
Giornata dei movimenti, Kiko: "la chiesa ha bisogno di noi."
Come Dio del diavolo.
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