«Se il vescovo vuole, il Cammino va; se il vescovo non vuole, il Cammino si ferma. Dura legge, ma è la legge della Chiesa. Fortissimi a Roma, in crescendo a Milano, ottimisti a Venezia, cauti e accorti a Napoli: quanto mai varia e dinamica è la mappa del Cammino Neocatecumenale nelle diocesi del nostro paese. In ognuna di esse l’itinerario di formazione cristiana sorto per volontà di Kiko Argüello vive una realtà diversa, fra grandi entusiasmi, brusche frenate e pronti scatti in avanti. Aperture e diffidenze si alternano di diocesi in diocesi, al mutare dei paesaggi e al mutare degli uomini: strettissima intesa a Roma con il vicario del papa per la diocesi Camillo Ruini, rapporti cordiali a Venezia con il patriarca Angelo Scola, lavori di conoscenza a Napoli e a Genova con i nuovi arrivati cardinali Sepe e Bagnasco, e così via passando per i “si” e i “no” pronunciati dai titolari delle diocesi dell’intero paese».
Luigi, così inizia un interessante mini-reportage di Korazym sui neocatecumenali in Italia. Lo segnalo anche per rispondere all'amico che ha fatto qualche rilievo sulfureo sui neocat due post fa. O meglio, lo segnalo per non-rispondere: conosco troppo poco i neocat per esprimere un giudizio serio sui rilievi che vengono loro mossi.
Il poco che posso dire è che sono letteralmente impressionato dai loro frutti e dalla loro forza apostolica (sono certamente la realtà organizzata in più forte espansione nella Chiesa oggi). In più, che alcune delle critiche che leggo nei loro confronti (lavaggio del cervello, settarismo...) ricalcano fin troppo quelle che vengono mosse - non senza appigli esteriori, magari, ma in base ad una incomprensione di fondo - ad altre realtà militanti e meritorie.
Mi fermo qui.
GdC
PS= Qui trovi il file audio di un discorso di Kiko durante il suo incontro con il clero sardo. Qui gli altri file dello stesso appuntamento.