venerdì, 27 ottobre 2006

Mosca e Kiko, un passo indietro

Il patriarcato di Mosca ha smentito l’accordo con i neocatecumenali che era stato rilanciato da Zenit

GdC

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Commenti
#1   28 Ottobre 2006 - 20:50
 
ah ecco. in effetti lo spirito della liturgia ortodosso lo vedo piuttosto distante da quello neocat.
e se è per il metodo di proselitismo solo, allora potrebbe andar bene anche un virgilio degiovanni.
ld
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#2   28 Ottobre 2006 - 21:51
 
Questo dimostra una volta di più come lo stile kikiano sia quello dell'enfatizzazione di tutto quanto riguarda la complessa e potente realtà - che purtroppo spaccia per ecclesiale - da lui messa in atto.

Questo spot tuttavia non è andato liscio fino in fondo; ma c'è sempre chi si lascia abbagliare...
utente anonimo

#3   29 Ottobre 2006 - 05:45
 
Lo dico, con estrema passione, ma con infinito rispetto.
È per me impensabile e incredibile che un movimento, in cui tanta parte ha la riflessione sul Servo di YHWH, non noti che la stessa Sacra Scrittura lo presenta come “vittima di espiazione”.
È per me, ancora, impensabile e incredibile che un movimento, in cui ha tanta parte la ritualizzazione liturgica, non noti che:
1. già “semplicemente” a livello antropologico, il rito è la reiterazione di un evento sacrificale fondatore;
2. che il livello antropologico ha ricevuto in Cristo niente affatto una negazione (neppure Girard ne è ora così tanto convinto), ma un singolarissimo compimento/superamento;
3. che l’Eucaristia della tradizione ecclesiale è, niente di meno che, il nostro accedere all’Evento salvifico che ci costituisce, all’Origine stessa del cristianesimo, all’Agnello immolato, risorto dai morti, “dalle cui piaghe siamo stati guariti” e il cui corpo e sangue sono pane di vita e bevanda di salvezza.
Pensabile e credibile è, invece, l’opera di “potatura” del Papa, nei confronti di prassi e interpretazioni indifendibili, da ogni punto di vista (storico,archeologico, filologico, teologico, liturgico e … architettonico); opera legittima e destinata a preservare il carisma stesso del movimento, la cui sorte ci sta a cuore.
luigipuddu
utente anonimo

#4   29 Ottobre 2006 - 10:20
 
i contestatori fuoriusciti, per guadagnare autorevolezza e fiducia,
devono mostrare di non essere guidati dal risentimento personale. Troppi siti di fuoriusciti parlano di lavaggi del cervello ecc e poi sotto sotto è solo rancore.
Spesso fiamme dai colori sontuosi bruciano di materiali infimi.

Detto questo:

- chi ha commentato al #2 sembra aver guadagnato un altro punto di credibilità.

- grazie a luigipuddu, che in questi temi è sempre preciso (con tanto di richiamo doveroso a girard che era già stato citato un po' impropriamente nei commenti ad altro post qui sotto).

- to be continued...
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#5   29 Ottobre 2006 - 22:02
 
Il fatto è che quelli che chiamate 'contestatori fuoriusciti' certi insegnamenti contrari a quelli della Chiesa - ed è questo quello da cui hanno preso le distanze insieme a metodi incompatibili con la dignità della persona - li hanno sentiti con le loro orecchie.

Non sono mossi da nessun livore e non sono per la 'distruzione' del cammino, ma per la sua purificazione per amore della Verità e per il bene della Chiesa così subdolamente minata al suo interno e di tante persone in buona fede che sinceramente cercano il Signore.
utente anonimo

#6   29 Ottobre 2006 - 22:19
 
Ma i neocatecumeni non erano stati dichiarati fuori legge?

Se non è così bisognerebbe pur farlo
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#7   30 Ottobre 2006 - 07:56
 
Piano con le facili accuse ai neocatecumenali. Ne conosco di ottimi, sono stato a una loro celebrazione e ho visto una forma liturgica assai diversa dalla moderna (ma mi si dice che riprenda la forma delle Messe dei primi secoli del cristianesimo: cos'è, vogliamo invalidare anche quelle?) che nondimeno esprime la medesima sostanza: Gesù Cristo.
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#8   30 Ottobre 2006 - 09:38
 
sì, piano.
GdC
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#9   30 Ottobre 2006 - 10:17
 
Cito, riadattata e senza fini polemici, da un bel sito recentemente scoperto, questa frase: " ... non ha invece la libertà di pretendere che le regole della grammatica (liturgica) siano modificate per assecondare i suoi desideri, perché una grammatica (litugica) traballante è una grammatica (liturgica) poco funzionale, ed essendo la grammatica (liturgica) un bene comune è nel mio pieno diritto oppormi al suo depotenziamento ..."
Ringraziando l'autore, noto che la frase riecheggia la puntualizzazione del card. Ratzinger (cfr. "La Festa della Fede" ed. 1983, pag. 80 nota 8) sulla cruciale differenza tra "la liurgia dell'intera chiesa e quella autoinventata".
l.p.
utente anonimo

#10   30 Ottobre 2006 - 12:32
 
E' una MENZOGNA che la liturgia neocatecumenale riprenda quella dei primi secoli. E, poi, che fine hanno fatto 2000 anni di Tradizione della Chiesa?
Se non sono cattolici perché non lo riconoscono anziché continuare a minare la Chiesa dall'interno con le loro strutture, ruoli, metodi, contenuti, simboli 'altri' da quelli della Chiesa e completamente inventati o 'riciclati' dall'ebraismo stravolgendone il senso originario, da parte del loro immaginifico iniziatore?
MG
utente anonimo

#11   30 Ottobre 2006 - 12:37
 
E' fallito clamorosamente e anche con ignominia il tentativo di Kiko di diventare l'evangelizzatoe di tutte le Russie...

Da parte sua troppa gioia, o troppo entusiasmo, o scarsa capacità di valutare la realtà, o completo fraintendimento di quanto concordato, o semplice bonaria ingenuità ;-), o voglia di ingigantire le proprie azioni?

Non sono nuove queste enfatizzazioni dei detti e dei fatti di Kiko!
utente anonimo

#12   30 Ottobre 2006 - 19:51
 
Apprezzo la citazione del #9. Sì, è vero, la liturgia è la grammatica dell'adorazione al Dio Vivente, e se si comincia a stravolgere con faciloneria ne viene un danno per tutti.
Il punto è che io, per l'impressione che ho avuto partecipando a una Messa secondo la liturgia dei neocatecumenali, questo stravolgimento non l'ho visto. Ho visto un'accentuazione di certi elementi della Messa già presenti nella liturgia ordinaria, ma non il caos giovanilistico e cazzaro che taluni imputano al movimento.
Che poi sia o non sia la ripresa di quanto già facevano i primi cristiani, non saprei, qui mi rimetto alla sapienza dei dotti sull'argomento.

Anche altri movimenti, penso all'Opus Dei di cui ho discreta conoscenza, hanno affrontato all'inizio enormi contrarietà all'interno della Chiesa.
Mah, se questo albero è seminato dal Signore, fruttificherà. Con o senza le simpatie dei tradizionalisti.
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#13   30 Ottobre 2006 - 20:21
 
riprendo e condivido: se questo albero è seminato dal Signore fruttificherà, altrimenti cadrà
utente anonimo

#14   30 Ottobre 2006 - 22:56
 
Ho descritto nel mio blog le impressioni che mi suscitò l'assistere ad una "loro" Messa, per quel che può servire al dibattito:

Neocatecumenali, buoni o cattivi?

Nel blog wXre dei due “Dioscuri” GdC & ld è sorto di recente un dibattito (vedi qui, qui e qui) intorno a vizi e virtù del Cammino Neocatecumenale. Dibattito a cui preso parte anch’io, abborracciando una modesta difesa del movimento, per quel poco che la mia tenue cognizione di esso mi rende possibile: una mia cara amica ne fa parte, persona di gran cervello e grande fede, e io tendo a giudicare sull’esperienza della sua conoscenza l’intera realtà del Cammino.
Ricordo bene quella volta che dietro suo invito andai ad una Messa celebrata alla loro maniera. Tempo: sabato sera, dalle ore ventidue a mezzanotte. Luogo: una chiesa vicina a Viale XXI Aprile, che in precedenza era un condominio, praticamente un palazzone squadrato a forma di parallelepipedo sulla cui cima era stata posta una croce. Da ciascuno di quelli che una volta erano gli appartamenti, avevano ricavato una sala per celebrazioni.
Mi ritrovai in questo stanzone quadrato, le sedie di plastica messe attorno ad un tavolo in legno su cui stesero un telo bianco e depositato dei fiori: quello era l’altare. Un paio di quadri ad argomento religioso, un grande crocifisso appeso ad un muro sotto cui era la sedia in velluto del sacerdote, un leggio: questo era l’arredamento sacro. La sedia del sacerdote si riconosceva per il velluto e per il crocifisso, ma era tra le altre sedie disposte a cerchio: mi sembrò dunque di scorgere una visione particolarmente “comunitaria”, con un’attenzione per l’assemblea maggiore di quanto non accada nella liturgia ordinaria.
Dopo il Vangelo e prima dell’omelia ci fu una cosa che in seguito appresi chiamarsi “risonanza”, in cui i membri dell’assemblea intervenivano spontaneamente per pregare ed esprimere cosa le letture e la celebrazione stavano suscitando in loro.
Molti dei passaggi liturgici erano cantati, con frequente uso di chitarre e nacchere.
Al momento di scambiarsi un segno di pace, tutti si alzarono e cominciarono ad andare in giro per la stanza scambiandosi baci sulla guancia e dicendosi a vicenda “la pace sia con te, e con il tuo spirito”. Mi adeguai all’uso.
Anche la Celebrazione Eucaristica seguì un procedimento particolare. Il pane era una vera focaccia di pane azzimo che il sacerdote frammentò e, dopo averlo consacrato nel Corpo di Cristo, passò tra le sedie distribuendolo a ciascuno. Lo tenemmo tra le mani e lo mangiammo solo quando lo avevano ricevuto tutti. Successivamente il sacerdote girò tra di noi con un grande calice, e tutti bevemmo volta per volta il Sangue di Cristo.
Infine, a Messa conclusa, i partecipanti si presero per mano e girarono in tondo attorno all’altare cantando una canzone (ed io in questo non mi unii a loro, perché la mia voce non mi piace e a cantare mi vergogno).

Si tratta insomma, come si può ben capire, di una liturgia abbastanza lontana da quella ordinaria a cui siamo abituati noi fedeli fuori da questo movimento. Ebbene, per quel poco che ho visto, quel poco che ho capito, quel poco che ho spiritualmente sentito, non mi sento affatto di deprecarla: l’essenziale c’è, Cristo c’è, si sente la fede dei presenti (voglio proprio vedere quanti bravi ragazzi cattolici sono disposti a sacrificare ogni uscita di sabato sera per andare a Messa). È la stessa sostanza espressa sotto una forma diversa. E c’era una giocosità, una letizia nell’atmosfera, una sorta di fanciullesco abbandono nelle mani del Signore che mi ha colpito molto positivamente.
Pare inoltre che non si tratti di vere e proprie innovazioni, perché mi si dice (chiedo conferma ai dotti in materia) fosse più o meno questo il modo in cui celebravano i primi cristiani, da cui il termine neocatecumenali, e loro hanno ripreso scientemente questa liturgia. Bah, con gli abusi che hanno sporcato il Vaticano II se ne sono viste di ben peggio, ed io preferisco i neocatecumenali ai lefevbriani che sono rimasti ostinatamente attaccati al passato (del resto andrei volentieri anche ad una Messa Vetus Ordo secondo il canone tridentino, e anzi mi frego le mani impaziente per il venturo “sdoganamento” promesso; il problema dei lefebvriani non è la loro devozione alla Messa in latino, il guaio è che rifiutano la validità della Messa in lingua moderna). Probabilmente non si tratta di un modello generalizzabile, ma trovo encomiabile che qualcuno voglia farlo.
Penso che nella Chiesa ci siano molti posti e molte stanze. La liturgia è la grammatica dell’adorazione del Dio Vivente, e come uno stesso vocabolo può declinarsi diversamente a seconda del suo collocamento nel periodo, così trovo giusto che ci siano liturgie diverse per esprimere l’immensa varietà dell’accostamento umano al divino. Voglio partecipare ad una Messa Vetus Ordo, solenne e ieratica e maestosa nella manifestazione del Mistero, e voglio partecipare ancora ad una Messa dei neocatecumenali, allegra e confidenziale come il fanciullo che gioiosamente va ad abbracciare Chi dice “Lasciate che i bambini vengano a me, perché di questi è il regno dei cieli.”
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#15   31 Ottobre 2006 - 10:37
 
Chiedo venia se la citazione di Girard è stata fatta a sproposito.
Sono pur sempre "solo" un ingegnere.

Le tante critiche e l'acredine che si solleva attorno al Cammino sono state, per me, sempre un pessimo segnale.
I "pro-cammino-senza-mezzi-termini" le interpretano come "benefiche" persecuzioni in quanto testimoni di Cristo; a me non convince molto 'sta cosa.

Tuttavia, credo che le critiche vengano soprattutto dal fatto che il Cammino è una proposta "forte", concreta e decisa, che vorrebbe condurre anche a cambiamenti seri nella vita di chi fa quest'esperienza.

Se fosse una sciacquettata spirituale, poche critiche si solleverebbero.

Del Cammino in genere si criticano:
1 - una liturgìa che si discosta da quella canonica
2 - i canti spagnoleggianti e battimani a sproposito
3 - la pretesa di introdurre nuovi indirizzi estetici
4 - l'invadenza nella vita delle persone
5 - varie ed eventuali

Tuttavia, se io guardo alle tante parrocchie di cui ho fatto esperienza, nel 90% dei casi ho trovato:
1 - preti che celebrano male, lettori che leggono a mezza bocca, preti che sparano omelie a casaccio e cambiano le liturgie tanto per renderle più interessanti ("il Signore E' con voi", "il Signore VI BENEDICE nel nome del Padre...")
2 - canti "liturgicamente e spiritualmente" ALLUCINANTI (miliardi di canti sdolcinati in cui Cristo non è neanche nominato, ma si inneggia all'amore, all'impegno, alla coerenza e al sol dell'avvenir...). Anche nella parrocchia in cui sono attivo, io stesso, nella Messa domenicale dei bambini (che è l'unica Messa domenicale della mattina, perchè gli adulti a Messa ci vengono solo se devono accompagnare i figli a catechismo) accompagno all'organo bimbi che battono le mani a tempo sulla canzone e fanno le "coreografie".
3 - chiese dall'architettura surrealista (di cui tanto avete parlato anche voi), nude e spoglie oppure chiese dall'acustica avanguardista, dove il riverbero si magna le parole del prete e tu sei costretto ad immaginarti cosa stia dicendo.

Prima che tornassi alla Chiesa, tutte queste cose mi sembravano assurde. Risultato, lasciai la Chiesa.
E son convinto che tanta gente che frequenta le parrocchie come quelle che ho visto o si appiattisce nella fede e non si chiede cosa stia facendo, o alla fin fine abbandona tutto.

Ma le critiche del cattolico medio a questi aspetti non raggiungono i vertici di astio che si scatenano nei confronti del Cammino.
Certo: perchè i danni creati da questa sciatteria sono meno palesi.
Ma, a mio giudizio, non meno gravi di quelli che si vuol imputare al Cammino.
Freddezza, allontanamento dei fedeli e nessun richiamo di chi è fuori della Chiesa.
Al massimo, chi già c'è, stringe i denti e resiste.

Il punto 4 è sicuramente il più critico.
Avevo scritto righe e righe di commento su questo, ma la questione è troppo delicata ed ho buttato tutto al secchio.
Dico solo che anche in questo caso, ritengo che il problema sorge perchè si vorrebbe guidare alla concretezza della fede.
Nella parrocchia media non si fa nulla di nulla o - peggio - ci si inganna di fare qualcosa, ergo il problema non sorge.

Detto ciò, spero che il Cammino accetti senza ulteriori riserve le indicazioni di Arinze e che da lì si proceda.
Hanno tutti da guadagnarci!

Spero che non interprerete questo commento come un "gli-altri-sono-peggio-del-Cammino".
Non è questo. A chi così lo interpreterà, invito a rileggere il commento.

un abbraccio
Paolo

P.S. ringrazio il Cielo di aver trovato un prete che mi ha catechizzato e mi ha fatto riscoprire la bellezza della Chiesa, canti gregoriani e adorazioni eucaristiche comprese.
Che tale prete fosse NC, che ce posso fa'?...
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#16   31 Ottobre 2006 - 14:01
 
Batto le mani agli ultimi interventi, sapientemente 'di parte', che mettono in evidenza cose positive che i detrattori non hanno mai negato e fanno passare i cosiddetti 'detrattori' per persone rancorose e ultratradizionaliste... ma così non è.

Ma per testimoniare su una realtà bisogna conoscerla dal di dentro

Nei contesti che io conosco, per esperienza dirette e sofferta non si critica o sparla, ma si DENUCIANO, documentandole, molte storture, sapientemente - sarebbe più esatto dire subldolamente e approfittando dell'ignoranza di chi ascolta - fatte passare dagli iniziatori del cammino per un presunto 'ritorno alle origini'. In realtà si tratta dell'uso di un coacervo di simboli riciclati dall'ebraismo stravolgendone i significati (la considero una profanazione), di insegnamenti di stampo esoterico (non è una connotazione negativa, di per sé, anzi) ma contrastanti con quelli della Chiesa. Il problema è che le persone che accostano il cammino spesso sono i cosiddetti 'lontani' che della vera Chiesa non conoscono nulla e quindi si bevono qualunque panzana senza accorgersene.

Mi è capitato di affermare più di una volta che il cammino va bene come 'terapia d'urto' perché sveglia le coscienze (catechesi esistenziali, frequentazione della Scrittura, ma con approccio e interpretazione fondamentaliste 'fai da te'). E' la terapia di mentenimento, cioè
le esperienze successive che non formano una fede retta.

Dovete credermi, perché ne ho fatto esperienza e ho vissuto e subìto il disagio, al di là delle atmosfere esaltanti che molto toccano l'emotività, lo scoprire le storture e insegnamenti che stravolgono la tradizione cattolica. Non sono autoeferenziale e prima di affermare queste cose con convinzione e chiara consapevolezza, mi sono confrontata con sacerdoti illuminati e altre persone che hanno vissutto la mia stessa esperienza prendendone come me le distanze, ho studiato pregato e sofferto...
So anche che veniamo tacciati come 'traditori' 'persecutori' 'Faraoni', già predestinati a questo per maggior gloria degli eletti... questo è quel si dice all'interno... e molto altro, comprese le maledizioni (credo anche queste mutuate dall'ebraismo, questo sì delle origini, contro i cristiani: vedasi l'Amidah)

Non sono tradizionalista e non mi spaventano le cose nuove né la 'sana' creatività: ma quello che ho colto nel cammino non ha nulla a che vedere con questo.

Il fatto di snaturare la liturgia e i sacramenti (non mi dilungo, ma se necessario non mi sottraggo a dare ragione di questa affermazione) non è ininfluente, perché il nostro spirito e la nostra psiche si nutrono di quello che viviamo e celebriamo e 'conosciamo', conosciamo in senso biblico intendo.

Per ora credo che basti, spero che non me ne vogliate, ma se avete amore per la Verità, che io non possiedo ma ne mostro quello che insieme ai miei fratelli laici e sacerdoti e vescovi ne ho 'visto' e 'conosciuto' nella Chiesa Cattolica apostolica romana, non fermatevi a quello che 'abbaglia' ma andate più a fondo...

utente anonimo

#17   31 Ottobre 2006 - 14:09
 
Non mi convince come difesa del Cammino neocatecumenale la sottolineatura di #15 della sciatteria e delle 'sdolcinature' nella Chiesa cattolica.

La Chiesa non è solo questo : è estremamente riduttivo e fuorviante assolutizzare un dato , che ho riscontrato anch'io, ma nella stessa Chiesa, cercando, ho trovato fonti di nutrimento e formazione autenticamente e giosamente e robustamente CRISTIANE.

Se anche nella Chiesa ci sono dei difetti questo non significa che nel cammino sia tutto OK

Monica
utente anonimo

#18   31 Ottobre 2006 - 15:09
 
odio farlo ma devo:

#16 "gli ultimi interventi [...] fanno passare i cosiddetti 'detrattori' per persone rancorose e ultratradizionaliste."

ma dove ho fatto ciò?

ciao ciao
Paolo
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#19   31 Ottobre 2006 - 15:56
 
Quoto le frasi da dove ho tratto il concetto di "rancorose". Quello di "ultratradizionaliste" è nel contesto....

"Le tante critiche e l'acredine che si solleva attorno al Cammino sono state, per me, sempre un pessimo segnale. " [...] "Ma le critiche del cattolico medio a questi aspetti non raggiungono i vertici di astio che si scatenano nei confronti del Cammino."

Comunque il tuo intervento è equilibrato e serio e sincero, solo che mi piacerebbe tenessi conto che il ritratto che hai fatto della Chiesa al di fuori del cammino, è vero ma riduttivo e porta alla conclusione che è in questo che si trova la fede e una chiesa vivibile, quando è vero che il cammino magari la fede te la sveglia, ma poi non ti dà il 'buon cibo solido' di cui parla l'Apostolo Paolo...

Le accuse da me citate sono quelle più ricorrrenti dei neocat nel rispondere alle critiche... e mi sembrava di averne colto il senso anche nella tua

Ciao
utente anonimo

#20   31 Ottobre 2006 - 16:42
 
... e allora, per chiarezza, chiudo il cerchio e riscrivo la frase più chiaramente.

Le tanti critiche sono un pessimo segnale CHE PESA SULLA VALUTAZIONE DA FARE DEL CAMMINO, che usa difendersi (in maniera che poco mi convince) interpretando tali critiche come le persecuzioni subite da chi è testimone di Cristo.

Sull'ultra-tradizionalismo, il mio "P.S." avrebbe dovuto tranquillizzare.

Per chiarezza finale: il mio commento era mirato a sottolineare che molte degli aspetti del CN che vengono criticati li puoi ritrovare in altra forma in moltissime parrocchie senza che si alzino analoghi polveroni.
Mi son chiesto, allora: perchè?

E mi rispondo: non sarà forse perchè il Cammino spesso opera effettivamente cambiamenti sostanziali nella persona e nel suo stile di vita, e che tali inequivocabili cambiamenti possono quindi essere oggetto di discussione e valutazione?

Al contrario di quanto avviene invece nella media delle parrocchie le cui esperienze di fede hanno influenza scarsa o nulla sulla persona. Ergo: non c'è nulla di cui discutere o su cui esprimere valutazioni.

Per inciso: certo che esistono le eccezioni, ma di tanti cattolici che conoscono la maggior parte s'è dovuta andare a pescare qualche percorso di fede fuori della parrocchia, nei movimenti oppure "spiritualmente traslocando" ad Assisi, a San Biagio, a Caresto; e mica sempre per desiderio dell'esotico.

Ciao ciao
Paolo
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#21   31 Ottobre 2006 - 17:49
 
Caro Paolo,

quali aspetti del cammino criticati trovi nelle varie parrocchie? la chiusura agli 'altri', ad esempio? I polveroni che per quanto mi riguarda suscita il cammino riguardano cose molto serie e sostanziali.

stili di vita diversi e cambiamenti nelle persone, si possono riscontrare in chiunque viva una vita di fede autentica e non abitudinaria e non sono prerogativa del cammino...
Scusami ma secondo la mia esperienza i cambiamenti nella persona e nel suo stile di vita che opera il cammino spesso sono riferibili direttamente allo stile di vita 'indotto' dal cammino...

Ciao
utente anonimo

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